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le stime di coldiretti e codacons

Natale, niente tagli alla spesa per pranzi e cene
Gli italiani hanno risparmiato su addobbi e regali

di . Categoria: Cronaca, Economia, Natale

Il Gup Francesca Zavaglia ha disposto il rinvio a giudizio per oltre 140 imputati nel processo di 'Ndrangheta 'Aemilià. Il dispositivo è stato letto nell'aula speciale, allestita in Fiera a Bologna. La prima udienza è fissata per il 23 marzo 2016 a Reggio Emilia. La seconda fase del processo Aemilia si terrà a Reggio - cioè nella sede naturale del procedimento nei confronti della cosca Grande Aracri - e partirà alla fine di marzo. La notizia "rimbalza" dagli ambienti giudiziari bolognesi e non poteva essere diversamente perché ormai siamo agli sgoccioli di quella parte dell'udienze preliminare che il gup Francesca Zavaglia concluderà la prossima settimana (con l'emissione dei decreti di rinvio a giudizio o di proscioglimento) che riguardano 150-160 dei 240 imputati (il rimanente terzo ha optato per riti alternativi: abbreviati e patteggiamenti verranno affrontati a partire dall'11 gennaio). La giurisprudenza è concorde nel dire che il decreto di rinvio a giudizio è nullo se non contiene il giorno, l'ora e il luogo del tribunale in cui affronterà il processo ordinario. Quindi, per evitare la nullità di una montagna di provvedimenti, il gup Zavaglia doveva già sapere al momento dell'emissione dei decreti dove si svolgerà il dibattimento. Una corsa contro il tempo che con il passare dei giorni era diventata sempre più stringente, sino alla decisione di ieri (con l'ulteriore "passaggio" della comunicazione da parte della Corte d'appello di Bologna a Roma al ministero della Giustizia) che confluirà fra pochi giorni nei decreti a firma del giudice dell'udienza preliminare

Si inverte la tendenza al ribasso e sale la spesa a tavola degli italiani ad un importo di 2,35 miliardi di euro (+2%) per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci (87%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. È questo il bilancio della Coldiretti, che evidenzia come si sia speso leggermente di più in linea con le previsioni di ripresa nei consumi alimentari nel 2015.

Appena l’8% degli italiani si è recato al ristorante mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude Coldiretti – in 900 milioni per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni per dolci, 350 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova.

Ma quello legato alla convivialità sembra essere l’unico dato positivo. Infatti secondo le stime diffuse dal Codacons, i consumi legati al Natale, addobbi, regali, viaggi, sono scesi del 5% rispetto all’anno scorso, fermandosi a quota 9,8 miliardi.

Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.

26 dicembre 2014

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