Il verdetto

Approvato il codice di comportamento del M5S
A favore il 91% dei 40.954 votanti grillini

di . Categoria: Politica

Si è votato oggi per il codice di comportamento M5s in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie. “40.954 iscritti hanno partecipato alla votazione sul Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie che è stato ratificato con il voto favorevole del 91% dei partecipanti, pari a 37.360 iscritti”, si legge sul blog di Beppe Grillo.

Le urne sono state aperte fino alle 19 (si vota anche sul programma energia) e hanno votato solo gli iscritti entro il primo luglio 2016 con documento certificato. Il quesito sul programma Energia del MoVimento 5 Stelle era: “Sei d’accordo con lo stop di importazione dell’energia nucleare durante l’arco della legislatura di governo del M5S?”.

Subito sono divampate le polemiche, in primis da parte del Partito Democratico, che ritiene il codice un ‘salvagente per il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

“Che vergogna senza fine il M5s. Ora Beppe Grillo si inventa l’ultima delle sue “beffe” rivolta ai cittadini del paese, con il codice di comportamento in caso di vicende giudiziarie. Dopo questo nuovo “strumento” impossibile non pensare che da un momento all’altro possa arrivare qualcosa giuridicamente pericoloso per la sindaca di Roma Raggi. Niente è a caso in quel movimento, hanno paura di perdere la capitale ma sanno che la cara Virginia si trova dentro un possibile problema legale . Il codice , come dice Grillo nel suo blog, permette di analizzare caso per caso se escludere o meno uno degli eletti dal m5s. Grillo ed i suoi sono veramente incommentabili, a pensare che dicevano che il PD doveva mandar via tutti gli indagati, come mai invece i loro devono essere considerati e giudicati uno per uno? Le loro non sono regole rispettose del principio di uguaglianza e di etica , bensì sono degli escamotage per far decidere sempre gli stessi , cioè Grillo e i suoi intimi”. Lo dichiara in una nota Ileana Argentin deputata del Pd.

3 gennaio 2017

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