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Matteo Renzi: “Non diamo Grillo per morto”
“Berlusconi? Non è il mio migliore amico”

di . Categoria: Politica

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Il segretario del PD, Matteo Renzi, torna a commentare l’esito del primo turno delle elezioni amministrative 2017, in cui il centrosinistra si è affermato ed il Movimento 5 Stelle è stato il grande sconfitto, ma che lo stesso Renzi non vuole “dare per morto”.

Intervistato dal Rep.tv, Renzi ha affermato:  Le elezioni Amministrative sono Amministrative. Poi ci sono due evidenze: oggettivamente ha perso il M5S se dobbiamo fare una lettura nazionale. Se c’è un partito sconfitto è il M5S. Viceversa il Pd va in molte città ai ballottaggi. Dal punto di vista politico è essenzialmente un pareggio tra centrosinistra e centrodestra”.

Sebbene sconfitto, però Grillo (secondo Renzi) rimane un protagonista concreto dello scenario politico: “Attenzione a dar per morto Grillo. Sarebbe decisamente prematuro farlo. Il M5S c’è esiste. È una forza politica, anche se non so quanta vita abbia davanti. Se ragionano di scie chimiche e danno sempre la colpa agli altri perdono credibilità. Quindi sì, sono in difficoltà ma sono un avversario alle prossime politiche”.

Sul fronte legge elettorale, Renzi nega accordi con Berlusconi: “L’accordo con Berlusconi ce lo avete in testa voi. Io so che l’ha fatto Bersani, nel 2011 e nel 2103, e l’ha fatto Letta nel 2013. Berlusconi ha fatto di tutto per far fallire il referendum e non è propriamente il mio migliore amico. Detto questo Berlusconi rappresenta il FI. Io ho voluto al tavolo FI, Grillo, la Lega e la sinistra radicale, non è un accordo extra costituzionale. Dire ‘Al lupo, al lupo’ perché c’è Berlusconi per me è un errore”.

E aggiunge: “Il voto subito lo chiedevano Lega e M5s. Non solo io non l’ho mai chiesto, ma ho sempre detto che la data delle elezioni sarebbe stata oggetto di una discussione con il presidente del Consigli. Il tema della data delle elezioni non è quello che ha fatto rompere il patto sulla legge elettorale. Il patto l’ha rotto Grillo. Siamo tutti molto tranquilli sul fatto che si vota a scadenza naturale. Su questo non c’è più discussione”.

Poi un commento sul voto in Francia: “Macron è stato eletto avendo preso il 23% dei voti al primo turno e il suo partito ha ottenuto circa i 2/3 dei seggi con circa un terzo dei voti. Questa discussione sulla democrazia decidente a me piace molto. In Francia abbiamo un presidente della repubblica eletto con al primo turno il 23% dei voti... Qualcuno avrebbe parlato di deriva autoritaria’se fosse accaduto in Italia. Il sistema della democrazia decidente richiede un meccanismo che faccia scegliere i cittadini e che non sia rigorosamente proporzionale”.

13 giugno 2017

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