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Lavoro

Il Papa: “Pensioni d’oro sono offesa al lavoro”
“Da stolti far lavorare troppo gli anziani”

di . Categoria: Città del Vaticano

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Nuovo duro intervento di Papa Francesco sul tema del lavoro nel corso di un discorso pronunciato di fronte ai delegati al Congresso nazionale della Cisl, ricevuti questa mattina in Aula Nervi prima dell’Udienza Generale in Vaticano.

Il Santo Padre, nel corso dell’incontro ha criticato duramente le c.d. pensioni d’oro, definendole “un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni. Sindacato è una bella parola che proviene dal greco syn-dike, cioe’ ‘giustizia insieme’. Non c’è giustizia insieme se non è insieme agli esclusi. Non c’è una buona società senza un buon sindacato, e non c’è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie”.

Per Papa Bergoglio è “urgente un nuovo patto sociale, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere. Il dono del lavoro é il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. La persona però non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare”.

Francesco condanna gli eccessi nel mondo del lavoro: “É una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti. Anche oggi però ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio è il solo lavoro buono dei bambini e dei ragazzi”.

28 giugno 2017

Un Commento a “Il Papa: “Pensioni d’oro sono offesa al lavoro” | “Da stolti far lavorare troppo gli anziani””

  • Caro papa Francesco , pagine e pagine di storia sono state scritte addirittura col sangue sul lavoro utile a se stessi e agli atri ma oggi siamo allo stallo , la paga è bassa e non migliora lo stato dignitoso del uomo , colpa del capitalismo ? Colpa della ridistribuzione del capitale? Colpa del uomo che non vuole rischiare sul lavoro saltuario ? Colpa della politica economica assente sul sociale , colpa del euro in Italia che ha dimezzato il potere dei acquisto dei salari sui prezzi dei beni al consumo? Colpa del analfabetismo dei governanti che non interpretano esattamente il disagio sociale ? Colpa della burocrazia lenta e farraginosa che trascina alla corruzione? Colpa degli immigranti che portano povertà , colpa delle banche che non danno prestiti ai casi in difficoltà , colpa della produzione che non attinge sul mercato dei beni consumo ? colpa degli egoismi individuali?
    In un’ unica parola analfabetismo funzionale di ritorno a qualsiasi livello d’istruzione oltre 70% dove pochi o nessuno sa cogliere le opportunità globali da apportare su questa crisi oramai diventata istituzionalmente strutturale

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