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Gli effetti del voto siciliano

Pd, Renzi all’angolo: “Provano a farmi fuori”
È Grasso il nuovo nome forte della sinistra

di . Categoria: Cronaca, Politica, Sicilia

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Il Pd è nel caos. La batosta elettorale rimediata in Sicilia dal candidato del centrosinistra Fabrizio Micari affila le armi dei detrattori di Renzi. La leadership dell’ex premier torna quindi fortemente in discussione e le ipotesi su nuove candidature in vista delle prossime elezioni nazionali si fanno sempre più autorevoli“Dopo questa sconfitta è impossibile fare finta di nulla. Dobbiamo allargare il centrosinistra”, commenta il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

La figura ricercata dalle varie anime del centrosinistra è il classico candidato “trasversale”, una figura di spicco capace di unire ciò che sin qui Matteo Renzi ha per lo più diviso. Si passa dal premier Paolo Gentiloni, voluto da Alfano, al ministro dell’Interno Marco Minniti, sponsorizzato da Veltroni.

Il nome che però, al momento, sembra essere l’unico in grado di far avvicinare il Pd alla sinistra il presidente del Senato Pietro Grasso, tra i papabili candidati alla regionali siciliane prima che si convergesse sul rettore dell’Ateneo palermitano. Grasso ha rifiutato la corsa all’Ars, ma sembrerebbe molto più ben disposto a concorrere per palazzo Chigi.

Giuliano Pisapia ha già incontrato Grasso lunedì a Palazzo Giustiniani esprimendogli la sua solidarietà per gli attacchi dei renziani, Faraone in testa. Come riporta Il Corriere della Sera, però, il faccia a faccia tra l’ex sindaco di Milano e il leader del movimento che metterà insieme Mdp, Sinistra Italiana e Possibile di Pippo Civati, sembra avere portato ad una prima apertura di Grasso come leader di tutto il centrosinistra. Dal Pd alla sinistra che un tempo si definiva “radicale”.

“Pietro Grasso leader del centrosinistra? Noi non tiriamo nessuno per la giacchetta. Cerchiamo una persona che abbia un profilo civico e di sinistra… perciò andrebbe da dio!“, ha detto Pier Luigi Bersani a margine della Direzione nazionale di Mdp. Su Grasso parla anche Michele Emiliano, dirigente Pd e governatore della Puglia: “L’idea di non essere nello stesso partito di Grasso a me pesa molto. È stato per me un punto di riferimento e sentire che qualcuno ha dato a lui la colpa della sconfitta nelle elezioni regionali in Sicilia mi è sembrato un modo sbagliato di analizzare la situazione”.

“In Sicilia abbiamo perso perché ci siamo divisi. Ovunque la sinistra si dive de perde. Per questo dico – ha concluso Emiliano – che il segretario del Pd ha il compito di unire il centrosinistra, non come se facesse una cortesia, ma con entusiasmo nel fare la sua personale rivoluzione copernicana e per far fare al centrosinistra quel passo in avanti che serve ad evitare il Paese sia mal governato dal Movimento 5 stelle o peggio ancora cada nelle mani del centrodestra”.

“Ognuno corra con il suo candidato e poi si vede. La leadership si giocherà sul campo elettorale. Chi non ci sta si assumerà la responsabilità della rottura davanti agli elettori”, ha però avvisato Matteo Renzi. “Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta”, si sfoga poi l’ex premier durante l’e-news.

Il segretario Pd dice che “questa non è una novità, visto che hanno studiato vari modi per dirmelo: le prove false di Consip, la polemiche sulle banche, le accuse sulla mancata crescita, le elezioni in Sicilia”. E a proposito di Sicilia, l’elezione di Musumeci per Renzi non suona come una sconfitta cocente: “Ha vinto la destra. Come accade sempre, da decenni, in Sicilia. E come molti immaginavano da mesi”.

“Ha vinto Musumeci che per questa campagna elettorale ha fatto pace col suo avversario storico, Miccichè. La volta scorsa i due stavano in liste contrapposte e hanno fatto il 44%. Oggi stavano insieme e hanno fatto il 40%”, aggiunge Renzi. “Hanno vinto loro, tanto di cappello. Punto. Buon lavoro al nuovo Presidente Nello Musumeci. Non condivido una virgola della sua storia e del suo curriculum. Ma ha vinto, ha vinto nettamente e gli faccio i migliori auguri perché riesca a governare bene la Sicilia. Dirò di più: spero che ci riesca perché prima vengono i cittadini, poi gli schieramenti. Ne dubito, per la compagnia di giro che ha, ma glielo auguro. E lo auguro ai siciliani”.

 

 

 

7 novembre 2017

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