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Criminalità

Truffa e corruzione, 13 arresti tra Bari e Foggia
In manette anche giudici tributari e commercialisti

di . Categoria: Cronaca, Puglia

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I Finanzieri del Nucleo di polizia tributaria Bari hanno eseguito 13 misure cautelari, nelle città di Bari, Foggia e Provincia, su disposizione del gip del Tribunale di Foggia. I reati contestati, corruzione, falso e truffa, riguardano l’attività delle Commissioni Tributarie. Le misure sono state adottate a conclusione dell’operazione chiamata “Giustizia privata – De repetundis“.

Nel ‘comitato d’affari’ che avrebbe pilotato le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie regionale e provinciale di Foggia dietro la consegna di ‘mazzette’ ci sono giudici tributari, funzionari e commercialisti. È questo il quadro descritto oggi dagli investigatori e che ha portato alla esecuzione di 10 misure ai domiciliari e tre interdittive con il divieto di esercitare la professione per 12 mesi.

I reati contestati dalla Procura della Repubblica agli indagati – giudici tributari, funzionari delle Commissioni tributarie regionale e provinciale di Foggia, commercialisti/difensori ed imprenditori/contribuenti – sono quelli di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa in concorso.

L’inchiesta è cominciata nel 2016 e ha permesso di accertare che alcuni segretari di sezione delle commissioni tributarie provinciale di Foggia e regionale erano diventati per lungo tempo punto di riferimento dei difensori di alcuni contribuenti del territorio dauno.

Questi, per evitare che i loro clienti pagassero allo Stato le imposte dovute, preferivano versare somme di denaro o altre utilità ai funzionari amministrativi delle commissioni e ad alcuni giudici delle stesse, in cambio di decisioni favorevoli nei contenziosi tributari. Cio’ determinava per i contribuenti un vantaggio patrimoniale e per i difensori prestigio e guadagni nell’ambiente tributario.

Agli arresti domiciliari sono finiti i giudici tributari Giuseppe D’Avolio, di Ischitella; Vito Merra, di Cerignola; Antonio Ventura e Antonio Cerase, entrambi di Foggia. Arresti domiciliari anche per due dipendenti delle commissioni tributarie: Rosaria Adriana Benigno (ora in pensione), e Domenico Laricchia, entrambi di Foggia. Arresti domiciliari per i commercialisti difensori nelle commissioni tributarie Gaetano Stasi e Francesco Ricciardi, entrambi di Foggia e Antonio Scala e Gaetano Valerio, entrambi di Vieste. L’interdizione è stata decisa per i commercialisti: Giovanni Antini e Mauro Gadaleta, entrambi di San Giovanni Rotondo e Gianluca Orlandi di Noicattaro (Bari).

Da 500 a 1000 euro a sentenza le somme di denaro versate, da parte dei difensori commercialisti o di intermediari, ai pubblici ufficiali corrotti per ottenere decisioni favorevoli al contribuente e sfavorevoli allo Stato da parte delle commissioni tributarie provinciale diFoggia e regionale.

In un caso un noto commercialista foggiano aveva uno dei funzionari tributari direttamente a libro paga, in quanto mensilmente gli corrispondeva la somma di 400 euro: “L’importo complessivo delle somme accertate come prezzo dei reati corruttivi – ha chiarito il responsabile del Gruppo tutela spesa pubblica/sezione anticorruzione di Polizia Tributaria di Bari, col. Giacomo Ricchitelli insieme con il col.Pierluca Cassano – è pari complessivamente a circa 60.000 euro“.

“In pratica – ha aggiunto Ricchitelli – era stata trasformata la funzione pubblica giudiziaria in una sorta di ‘giustizia privata'”. Le indagini sono state caratterizzate da intercettazioni telefoniche e ambientali, video, interrogatori, perquisizioni e sequestri di documenti e computer.

 

8 novembre 2017

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