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La tragedia di via Bagolino: quattro morti

di Redazione

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La tragedia di via Bagolino: quattro morti

| lunedì 17 Dicembre 2012 - 23:32

foto crollo 17

PALERMO, 18 DICEMBRE – Sono quattro le vittime accertate del crollo di un’intera palazzina in via Sebastiano Bagolino, nei pressi di via Montalbo: Ignazio Accardi, 82 anni, trovato dai Vigili del Fuoco incastrato sotto una trave, Antonino Cinà, 54 anni e Maria La Mattina, 80 anni, moglie della prima vittima il cui corpo è stato rinvenuto qesta mattina. Ritrovato, nel primo pomeriggio, anche il corpo di Elena Trapani, 74 anni, zia di Cinà. La magistratura ha aperto un’inchiesta per disastro colposo.

 

 

Intorno alle ore 14 un violento temporale si è abbattuto sulla città, rendendo difficoltose le operazioni di ricerca. Nella zona del crollo era da poco arrivato il Presidente della Regione, Rosario Crocetta. “Vedremo insieme al Comune cosa si può fare per dare un sostegno vero a questi cittadini”.
Ad uno degli sfollati che ha protestato prendendosela con le istituzioni, Crocetta ha risposto: “Sono venuto qui per una testimonianza di solidarietà e per dare il segnale di un intervento immediato non sono qui per fare una passeggiata. Dare assistenza e fornire un alloggio è competenza del sindaco e del Comune. È il Comune che ha l’obbligo di intervenire, dopodichè la Regione può dare una mano”.

 

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In via Bagolino è tornato, nel primo pomeriggio, il sindaco Orlando che ha incontrato gli sfollati, prima di accompagnarli negli alloggi a loro assegnati. Il sindaco ha anche voluto ringraziare i Vigili del Fuoco per l’impegno profuso per soccorrere le vittime e per il lavoro svolto con grande professionalità in queste ore, “un impegno – ha affermato Orlando – che ha certamente permesso di non aggravare ulteriormente il già tragico peso di questo dramma in termini di perdita di vite umane.”

In merito al presunto piano abusivo, secondo alcuni possibile causa della tragedia, Orlando ha detto: “Pare che una veranda leggera ospitasse un appartamento. Aspettiamo le relazioni degli uffici competenti. Vorrei chiedere ai cittadini una cosa: quando vedete situazioni strane davanti casa vostra denunciate, non chiudete gli occhi davanti agli abusi”.

 

Cordoglio è stato espresso dal presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, che ha disposto di esporre a mezz’asta le bandiere sulla facciata di Palazzo Comitini.

 

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La cronaca della notte 

Intorno alle 23,30 l’edificio di tre piani si è sbriciolato sotto gli occhi dei Vigili del Fuoco, già sul posto perchè chiamati dagli abitanti del palazzo che avevano sentito alcuni scricchiolii. Recuperato quasi subito sotto le macerie un cadavere, quello di un uomo. L’edificio era composto da più corpi attigui che coprivano quattro numeri civici.

 

Sul posto polizia, carabinieri, vigili del fuoco, la Croce rossa. Una famiglia – composta da padre, madre e due figli – che viveva al terzo piano è stata tratta in salvo e portata in ospedale. I soccorritori sono al lavoro per trovare gli altri abitanti della palazzina.

Sul posto si avverte un forte odore di gas ma gli inquirenti escludono che sia stata la causa del crollo, dovuto invece più probabilmente ad un cedimento strutturale.

 

Un vicino racconta: “Gli abitanti hanno sentito degli scricchiolii e hanno chiamato i vigili del fuoco”. E i pompieri giunti sul posto sarebbero riusciti a far evacuare quante più persone possibili prima del crollo.

“Da qualche giorno al secondo piano erano in corso dei lavori di ristrutturazione, sentivamo degli scricchiolii e avevamo pensato di chiamare un geometra”, lo conferma l’inquilino che per primo ha chiamato i vigili del fuoco: “Stavo andando a letto e ho visto delle crepe allargarsi, i rumori sono diventati più intensi prima di un tonfo sordo”. A quel punto avrebbe chiamato i pompieri. L’appartamento in cui erano in corso i lavori era vuoto, i proprietari lo avevano messo in vendita. Circa un anno fa altri lavori erano stati realizzati all’ultimo piano.

 

Le unità cinofile dei Vigili urbani e della polizia sono alla ricerca di eventuali vittime che potrebbero essere ancora sotto le macerie. Le forze dell’ordine lavorano febbrilmente per ritrovarli, chiedendo silenzio alla folla sul posto per sentire eventuali voci provenienti da sotto le macerie. Sul posto anche il magistrato di turno e il medico legale mentre sono giunti anche i tecnici dell’Amg Gas. Sul posto si è recato anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che segue le operazioni di soccorso.

 

 

Le forze dell’ordine hanno transennato e messo in sicurezza tutta la zona. La palazzina interessata si trova in via Bagolino all’angolo con via Aloisio Juvara, nei pressi della via Montalbo, una strada nota a Palermo per il mercato che ospita quotidianamente. L’edificio, nella zona dei Cantieri navali, era composto da più corpi attigui. 

 

Poteva essere una strage

“Si è evitata una strage”, ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Gaetano Vallefuoco, che sta coordinando le operazioni di scavo tra le macerie per trovare anche l’ultima persona dispersa. “È probabile – spiega – che ci sia stato un crollo strutturale, ma saranno le indagini a stabilire cause ed eventuali responsabilità. Non posso rispondere in merito ad un piano costruito in modo difforme: è chiaro, però, che qualunque manufatto non a norma generi questo tipo di eventi”.

La palazzina adiacente alle strutture crollate nella notte rimane a rischio ma è stata messa in sicurezza dalle squadre dei pompieri.

 

Intanto Amg ha escluso che si siano verificate esplosioni. “La modalità del crollo che ha provocato l’implosione degli edifici – fanno sapere – scarta l’ipotesi di una fuga di gas come causa del disastro. In questo momento l’erogazione del metano è stata interrotta soltanto nel tratto di strada interessato dal crollo”.

 

I costruttori, invece, insistono sulla necessità di libretti dei fabbricati: “E’ vero che in una città grande come Palermo è difficile controllare gli abusivismi – dice il presidente dell’Ance del capoluogo, Giuseppe Di Giovanna – ma sono anni che chiediamo l’istituzione dei libretti dei fabbricati, strumenti che servirebbero quanto meno a razionalizzare la conoscenza e la manutenzione degli edifici, con ricerche e valutazioni che potrebbero fornire un chiaro quadro conoscitivo del costruito”. 

 

 

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