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PALERMO, 31 GENNAIO 2013 – “Se la gente non sopporta di rimanere con la destra non posso che comprenderli”. Commenta così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il passaggio di numerosi parlamentari regionali siciliani tra le fila della maggioranza del governatore Crocetta.

“Li capisco”, ha aggiunto aprendo ufficialmente la campagna elettorale in Sicilia dal teatro Zappalà di Palermo. E poi aggiunge, in merito all’invito ricevuto da Mirello Crisafulli, illustre escluso dalle liste “pulite” del Pd: “A Enna andrò se trovo il tempo”.

E di fronte a una platea piena di gente e di esponenti siciliani del suo partito annuncia: “Dopo il voto, non escludiamo di dialogare anche con Monti. I problemi sono molti – dice – e molto seri e noi, dunque, siamo pronti a discutere e aprirci”.

Ma non con chi ha sostenuto il leghismo e “ha portato alla rovina il paese. Con tutti gli altri solamente”. L’intenzione del segretario democratico è quella di “chiudere l’era leghista, perché l’idea che affondando il Sud, il Nord galoppi è un’assurdità”.

Ma anche per “gli altri” con cui si dice pronto a dialogare ha qualche frecciatina che fa dubitare della possibilità di stabilire un dialogo. Su Antonio Ingroia, per esempio, e la sua “Rivoluzione civile” racconta: “Non ci sono state trattative, né sedie né tavolini. Siamo gente seria noi”. E allo stesso premier Monti, a cui prima aveva teso la mano, parlando della vicenda Monte dei Paschi di Siena, dice: “I partiti fuori dalle banche? Sono d’accordo dieci volte. Io aggiungo: via i banchieri dai partiti”.

Il leader del Pd Bersani non ha dimenticato, infine, di parlare di legalità, difendendo la decisione di Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, di candidarsi col Pd. “È un magistrato – ha detto – che da tempo è lontano dalla gestione attiva e una persona che ha cambiato vita e che mette la sua esperienza di magistratura a disposizione del Parlamento per farci capire meglio come fare le leggi per aiutare la moralità pubblica, per la lotta alla corruzione e alla mafia. Questo è il senso della sua presenza e non mi piace che il tema della legalità venga interpretato in modo fazioso”.

 

Ma intanto da Roma arrivano le bordate di Leoluca Orlando, che appoggia Igroia: “Adesso basta – dice. Nessuno si può permettere di nascondere la verità. Dario Franceschini mi ha chiamato lo scorso 14 gennaio e, dopo una lunga conversazione telefonica, mi ha proposto un accordo di desistenza al Senato. Mi ha anche chiesto di organizzare una conferenza stampa per illustrare il tutto. Bersani chieda a Franceschini se lavora in proprio”. “L’unico scopo era quello di far scomparire la presenza di Rivoluzione civile a Palazzo Madama – attacca Orlando – e giustificare l’accordo del Partito democratico con Monti. Nessuna coalizione avrà la maggioranza al Senato ed il tema sarà solo chi si alleerà con chi”. “L’unico voto utile resta quello a Rivoluzione civile per costringere il Pd a cambiare strada”.