sequestro ricci

PALERMO, 31 GENNAIO 2013 – Maxi-sequestro da parte della Capitaneria di Porto, impegnata in attività di controllo sulla pesca insieme alla polizia del commissariato Zisa, a Palermo, che ha sorpreso alcuni ambulanti che vendevano pesce in violazione alle norme sulla tracciabilità del pescato.

 

In particolare B. M., 41 anni, vendeva in strada, senza licenza, cozze, ricci, vongole e ostriche in cattivo stato di conservazione. In più nella bancarella aveva un numero di ricci superiore a quello previsto per la pesca sportiva, che è di 50. Tutti i prodotti sono stati sequestrati e i ricci, ancora vivi, sono stati rigettati in mare. L’Asp di Palermo ha dichiarato non idoneo al consumo il rimanente prodotto, che è stato distrutto.

 

Per violazione sulle norme di tracciabilità sono state effettuate multe per 1.166 euro a due ambulanti, O. S., 52 anni, e S. V. F., 46 anni, oltre che S. G., 29 anni, titolare di una pescheria.