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Crocetta: “Nuovi tagli e trasferimenti”. Province, ancora tensioni con l’Udc. Aboliti Iacp, Crias e Ircac

PALERMO, 5 MARZO 2013 – Il presidente della Regione Rosario Crocetta apre la conferenza stampa con la notizia di un trasferimento d’eccellenza: “Nessuno si era mai accorto – ironizza il governatore – che Franco Schillaci, il genero del capomafia di Villabate, Nino Mandalà, si occupava, presso la Presidenza della Regione, della gestione dei Fondi strutturali. Da vent’anni era così. Noi lo abbiamo semplicemente preso e spostato”.

 

Il presidente ha aggiunto: “Daremo soldi ai poveri togliendo i privilegi della casta. La Giunta ha approvato un provvedimento per cui ogni famiglia siciliana non potrà mai scendere sotto i 5 mila euro all’anno di reddito”.

 

Si passa poi alle decisioni prese ieri notte dalla Giunta regionale che, il governatore ha ironicamente definito “Pacchetto tsunami” e che, oltre al disegno di legge per l’abolizione delle Province, contiene anche “l’attuazione di due articoli fondamentali dello Statuto speciale della Sicilia: l’istituzione dell’Alta corte di giustizia della Regione siciliana e l’applicazione dell’articolo 37, ovvero la possibilità di riscuotere in Sicilia le tasse delle imprese nazionali che operano sul territorio regionale”.

 

Il governatore ha illustrato il disegno di legge sull’abolizione delle Province che la Giunta ha approvato ieri sera. “Le Province – spiega Crocetta – saranno sostituite da consorzi costituiti da aggregazioni di comuni con almeno 150 mila abitanti che si trovino in territori contigui. Quelli che oggi sono capoluoghi saranno i comuni capofila. Abbiamo previsto poi le aree metropolitane, che non entreranno a far parte dei consorzi. Le competenze e il personale delle Province abolite saranno ridistribuiti tra Consorzi, Comuni e Regione. Successivamente, con una riforma apposita, si riordinerà il sistema di rifiuti e acqua”. Il risparmio stimato è di almeno 50 milioni di euro l’anno.

 

Gianpiero D’Alia, segretario regionale dell’Udc e alleato di Crocetta, aveva definito “provvedimento di facciata” la sostituzione delle Province con “aggregazioni di Comuni”.

Il presidente della Regione ha però rigettato le critiche: “Prima di parlare, legga il testo. E non mi si dica che andiamo dietro ai “grillini”, perchè questo è da sempre il mio programma elettorale. Io sono più grillino dei grillini. Io sono per i fatti, non per la vuote dichiarazioni, lo sappiano i miei alleati”.”

 

E a stretto giro di posta arriva la piccata controreplica di Gian Piero D’Alia che conferma le tensioni all’interno della maggioranza. “Il testo del governo l’ho letto – dice D’Alia – e mi sembra una bufala. Crocetta mostri rispetto nei confronti dell’Udc e dei siciliani. Forse lui il testo l’ha letto e non lo ha capito. Le Province o si sopprimono o restano. Fare una operazione di facciata per arruffianarsi i grillini è inaccettabile“.

 

Rosario Crocetta ha poi annunciato due importanti riforme, nell’ottica dell’attuazione dello Statuto speciale: “Abbiamo deciso di non aspettare i tempi di Roma e di appropriarci di quella autonomia che abbiamo a disposizione e che non abbiamo mai sfruttato come sarebbe giusto. Quindi a breve istituiremo la Corte di Cassazione della Regione siciliana, la famosa “Alta Corte”, che appena approvata dall’Ars, arriverà a Roma per l’approvazione. Ma noi intanto la facciamo”. 

 

La seconda novità è la piena e totale applicazione dell’articolo 37 dello Statuto: “L’assessore all’Economia, Luca Bianchi – ha detto Crocetta – farà in modo che tutte le tasse e le accise pagate dalle aziende che operano nel territorio rimangano a disposizione della Sicilia. In questo modo avremo a disposizione circa un miliardo e mezzo di euro in più all’anno”.

 

Si susseguono poi una sfilza di annunci di politica economica, che “hanno soprattutto a che fare con un’organica riforma della Pubblica amministrazione“. E si parte con i cosiddetti “Trinacria bond”: “Si tratta, secondo noi – dice il presidente Crocetta – del modo migliore per utilizzare il patrimonio che andremo a risparmiare con i tagli previsti dalla nostra riforma degli enti locali. In pratica, i bond emessi dall’Irfis, attraverso una società veicolo, saranno garantiti con quei soldi risparmiati. E così daremo nuova linfa all’economica siciliana”.

 

Mannaia della Regione sulle partecipate che da 15 passano a 5. E poi, vengono aboliti tutti gli Istituti autonomi per le case popolari della Sicilia (Iacp), le cui competenze passeranno direttamente tra le responsabilità dei Comuni. Abolite anche la Crias e l’Ircac, le cui competenze passeranno all’Irfis, mentre passeranno direttamento al coordinamento dell’assessorato alla Sanità le competenze del consiglio di amministrazione dell’Istituto zooprofilattico e dell’ente Cefpas.

 

La conferenza stampa si conclude con una decisione del presidente Crocetta che certamente non andrà a genio ai dirigenti dell’Assemblea regionale siciliana, che non gradiranno questa ingerenza: “É mai possibile che il segretario generale dell’Ars guadagni circa 600 mila euro l’anno e i due vice segretari 400 mila? No, non lo possiamo permettere. Quindi faremo in modo che gli stipendi dei dirigenti dell’Assemblea regionale siciliana siano equiparati a quelli della Regione“.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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