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Nel 1970 rischiò di morire durante la Targa Florio: oggi il francese De Cadenet è tornato a Campofelice per incontrare il figlio dell’uomo che lo salvò

di Redazione

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Nel 1970 rischiò di morire durante la Targa Florio: oggi il francese De Cadenet è tornato a Campofelice per incontrare il figlio dell’uomo che lo salvò

| sabato 04 Maggio 2013 - 16:46

pizzuto de cadenet  russo

CAMPOFELICE DI ROCCELLA, 4 MAGGIO 2013 – La leggenda della Targa Florio porta con sè un passato di successi sportivi ma anche storie incredibili. Come quella di Alain De Cadenet, pilota francese che oggi nel suo Paese è un noto presentatore televisivo.

 

Era il 16 maggio 1970 quando De Cadenet alla guida di una Lola T212 affrontava il rettifilo di Campofelice a tutto gas, durante la 54a edizione della Targa Florio. Improvvisamente la ruota uscì dal braccetto della vettura che si capovolse lasciando il pilota dentro la macchina in fiamme.

Il campofelicese Giovanni Russo, che abitava a pochi metri dal luogo dell’incidente, si lanciò sul relitto ed estrasse il pilota De Cadeinet dall’auto in fiamme, salvandolo da morte sicura.

Un elicottero trasportò il pilota all’ospedale di Termini Imerese dove fu curato.

 

Oggi a distanza di oltre 40 anni, il Presidente del Parco Angelo Pizzuto ha riportato Alain de Cadenet a Campofelice per incontrare Franco Russo, figlio di Giovanni e oggi vice comandante della polizia municipale, che con la famiglia al completo ha voluto incontrare il pilota e ricordare questa bellissima storia.

 

Visibile la commozione del pilota: “Non scorderò mai quello che mi successe, dopo l’incidente uno sconosciuto si fiondò sulla mia macchina tirandomi fuori dal fuoco, qui mi salvarono la vita!”.

Custodito nel museo di Campofelice un pezzo della Lola T212 che si era fuso nell’incendio e che oggi è custodito come reliquia.

 

“Le Madonie sono anche questo – ha commentato il presidente Pizzuto – coraggio e solidarietà che si rinnova negli anni. Una storia straordinaria che ha toccato i nostri cuori e che sarà a lungo ricordata dagli appassionati madoniti”.

 

(Nella foto Angelo Pizzuto, Alain de Cadenet e Franco Russo con un pezzo del relitto della Lola T212)

 

 

 

 

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