Sicilia, Pd compatto almeno su Epifani. Ferrandelli rottama la giunta Crocetta: “Ora rimpasto, serve governo politico”

di Redazione

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Sicilia, Pd compatto almeno su Epifani. Ferrandelli rottama la giunta Crocetta: “Ora rimpasto, serve governo politico”

| sabato 11 Maggio 2013 - 18:57

ferrandelli crocetta

PALERMO, 11 MAGGIO 2013 – Almeno su una questione, pare che le diverse anime del Pd siciliano siano d’accordo: Guglielmo Epifani è la persona giusta per traghettare il Partito democratico verso il Congresso d’autunno. I nodi, però, vengono sempre al pettine quando si torna a parlare di politica regionale. E del governatore Crocetta in particolare.

 

“Epifani – dice Fabrizio Ferrandelli, parlamentare regionale del Pd – è almeno frutto di una scelta unitaria, per una transizione sobria verso un partito nuovo. Dobbiamo, comunque, comprendere che quello che serve è cambiare atteggiamento, non possiamo subire il Governo, né quello nazionale né quello regionale. Abbiamo vinto le elezioni e quindi dobbiamo governare e segnare la rotta. Crocetta questo deve capirlo. Lui è un nostro uomo, eppure a volte la sensazione che ho è che ci tratti come fossimo opposizione. Dovrebbe fare presto un rimpasto di giunta e crearne una nuova, che sia politica però“.

 

Utilizza un linguaggio da “rottamatore” Ferrandelli. E, infatti, alcune voci di corridoio lo vorrebbero a un passo dall’adesione alla corrente che fa capo a Matteo Renzi e che in Sicilia ha in Davide Faraone il suo più forte rappresentante.

 

“Sono solo voci attualmente. Io non sono facilmente ‘intruppabile’. Inoltre – prosegue Ferrandelli – al Pd non servono correnti e spaccature, ma unità e coesione. Pur nella valorizzazione del dibattito interno. Dobbiamo imparare la lezione di Italia dei valori, imploso proprio per l’assenza del dialogo tra le diverse opinioni”.

 

lupo

 

Ma il segretario regionale del Partito democratico, Giuseppe Lupo, non approva la sollecitazione al rimpasto che il giovane collega rivolge al presidente della Regione. “In questo momento di crisi economica e sociale – dice – non possiamo pensare alle poltrone, ma dobbiamo tutti quanti sostenere Crocetta nella sua azione riformatrice; che sia portata avanti con una giunta tecnica o una giunta politica poco importa. Certo, prima o poi verrà il momento di fare il punto della situazione e di decidere se è il caso di rendere più partecipi dell’esecutivo i partiti”.

 

Due punti di vista differenti sulla situazione regionale, su Crocetta e il suo Governo, che si sono trovati però d’accordo sulle scelte dell’Assemblea nazionale.

 

“Sono tra i sottoscrittori della candidatura di Epifani – dice Lupo – perché lo conosco da molti anni e sono da sempre un suo sostenitore. Sono certo che saprà parlare alla base e ai giovani, ricostruendo quel legame con il territorio e i cittadini che in questa fase è debole. Al Congresso arriveremo più forti e più uniti”.

 

Un’assemblea, quella di oggi del Pd, che ha convinto anche il deputato del Pd, Davide Faraone.

 

“Sono convinto che – dice il renziano – Epifani sia un ottimo segretario di ‘passaggio’. Non l’avrei certamente scelto come rappresentante definitivo del partito, ma è la figura che ci serve per organizzare il prossimo Congresso“.

 

Mesi che si annunciano, quindi, molto caldi per il Partito democratico, sia a livello regionale che nazionale. Mesi di dibattito e confronto che dovranno, nelle intenzioni di tutti, portare a un nuovo partito, più vicino al territorio, ai cittadini e ai giovani. Anche se le recenti cronache politiche hanno più volte dimostrato che all’interno del Pd trovarsi d’accordo è molto complicato e di qualche mal di pancia si verrà certamente a sapere.

 

“Il Partito democratico inizia un cammino nuovo – dice il presidente del gruppo parlamentare del Pd all’Assemblea regionale siciliana, Baldo Gucciardi – e lo fa dimostrando, ancora una volta, di sapere trovare al proprio interno forze ed energie in grado di ricostruire un grande patrimonio che non può e non deve essere disgregato. Ha fatto bene il nuovo segretario Guglielmo Epifani a ribadire che il Pd deve investire su una ‘linea politica’, e non su un nome: dobbiamo mettere in campo, a tutti i livelli, progetti politici che garantiscano una solida prospettiva e un lungo respiro”. 

 

 

 

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