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La Rai non manderà in onda Miss Italia: da Catania parte la protesta

di Redazione

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La Rai non manderà in onda Miss Italia: da Catania parte la protesta

| venerdì 24 Maggio 2013 - 11:00

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CATANIA, 24 MAGGIO 2013 – È polemica per la mancata messa in onda da parte della Rai della prossima edizione di Miss Italia. Da Catania parte la protesta dei telespettatori che amano il concorso di bellezza che incorona la più bella d’Italia.

A capo della protesta due siciliani, il catanese Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, e Miss Italia di Mazara del Vallo, Giusy Buscemi. Nella città etnea è nato, infatti, il “Comitato nazionale utenti Rai per Miss Italia”, al quale se ne aggiungeranno altri 100 in tutta la penisola.

 

“La notizia è ormai diffusa: Miss Italia non sarà più trasmessa da Rai 1 – si legge nella nota diffusa dal Codacons etneo – da qui nasce la protesta dei cittadini”. Il neonato Comitato utenti Rai per Miss Italia si propone, in collaborazione con il Codacons e l’Associazione Nazionale Utenti Radiotelevisivi, di portare avanti una serie di iniziative nei confronti dei vertici Rai per modificare “questa assurda decisione che riguarda milioni di italiani”, specificano dal Codacons etneo.

 

“Miss Italia è un programma Rai che deve continuare a essere trasmesso dalla TV pubblica – aggiungono ancora dall’associazione in difesa del consumatore -. Anzitutto è stato chiesto un incontro urgente con i componenti del Consiglio di Amministrazione che, se risulterà infruttuoso, sarà seguito da azioni dimostrative dinanzi agli uffici Rai. Si sta preparando, inoltre, una raccolta di migliaia di firme a favore della permanenza della trasmissione su Rai 1 e non sono esclusi altri interventi anche clamorosi”.

 

Infine, il Codacons, il Comitato Utenti RAI per Miss Italia e l’Associazione Nazionale Utenti radiotelevisivi, hanno anche annunciato che nei prossimi giorni nasceranno altri 100 comitati in tutta Italia sulla falsariga di quello appena formato a Catania. “Siamo decisi a perseverare in quella che sembra una vera e propria battaglia a difesa dei milioni di cittadini italiani, fruitori del servizio pubblico che non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla famosissima trasmissione”, concludono dal Codacons.

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