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Il Csm attacca Ingroia: “Non sa quello che dice. Si assuma le proprie responsabilità”. Ma l’ex magistrato non si arrende

PALERMO, 15 GIUGNO 2013 – Continua, il giorno dopo la decisione di Antonio Ingroia di appendere la toga al chiodo, la polemica tra l’ormai ex magistrato e il Consiglio superiore della magistratura.

Il Csm ha, infatti, risposto con una nota alle accuse lanciate ieri da Ingroia: “Le dichiarazioni rilasciate dal dottor Antonio Ingroia secondo cui il Csm avrebbe avuto un atteggiamento punitivo nei suoi confronti anche in relazione all’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia – scrive l’Organo superiore della magistratura – sono destituite di ogni fondamento. L’assegnazione alla sede di Aosta era obbligata, trattandosi dell’unico circondario in cui il magistrato non si era candidato alle elezioni”. 

“L’assegnazione alla Procura nazionale antimafia non poteva avvenire per concorso virtuale e non erano immaginabili deroghe ad personam. Del resto – conclude la nota – il giudice amministrativo, a cui si è rivolto il dottor Ingroia ha sinora confermato la correttezza delle decisioni del Consiglio. Chiunque è libero di fare le proprie scelte ma deve assumersene le responsabilità e non scaricarle sugli altri”.

Non si è fatta attendere la replica del leader di “Azione civile”: “Destituito di ogni fondamento non sono le mie dichiarazioni, ma il contenuto del comunicato del Csm. E questo perché la stessa circolare che il Csm si è data per regolamentare proprio casi come questo prescrive esattamente il contrario di quello che il Csm ha fatto”.

“La circolare – spiega Ingroia – dice che non si può essere destinati a uffici compresi nel distretto ove il magistrato si è candidato, ed io mi ero candidato anche a Torino nel cui distretto è compreso Aosta. Il Csm poteva solo destinarmi ad uffici con giurisdizione non territoriale, come la Dna. Come mai non lo ha fatto?”.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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