Crocetta: “Allora voglio la tessera di giornalista”. Duro il Sindacato: “Ennesima figura meschina”

di Redazione

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Crocetta: “Allora voglio la tessera di giornalista”. Duro il Sindacato: “Ennesima figura meschina”

| venerdì 05 Luglio 2013 - 17:01

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PALERMO, 5 LUGLIO 2013 – “Quando si parla di giornalisti Crocetta va inevitabilmente incontro a una figura meschina: o dice bugie ampiamente smentite dai fatti, e dai documenti, o dimostra una preoccupante ignoranza delle leggi”. Federazione nazionale della Stampa e Assostampa Sicilia tornano ad attaccare il presidente della Regione Rosario Crocetta.

 

Il governatore oggi, in conferenza stampa, ha detto: “Visto che esercito la professione, voglio la tessera di giornalista”. Battuta ironica sull’inchiesta aperta dalla Procura di Palermo per esercizio abusivo della professione, dopo le denunce di ordine e sindacato. 

 

“L’ultima uscita, dopo la notizia dell’apertura dell’inchiesta della Procura sul presunto esercizio abusivo della professione per i comunicati che il presidente si scrive da solo, riguarda da una lato la sua eventuale richiesta di iscrizione all’Ordine dei giornalisti e dall’altro la rivendicazione del diritto di comunicare come un qualsiasi privato cittadino. Ipotesi improponibili che confermano come il sedicente ‘presidente della trasparenza’ non solo sconosca la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, e continui a credere che chiunque possa esercitare questa professione, ma a dieci mesi dal suo insediamento dimostra di non conoscere ancora la differenza tra comunicazione e informazione, tra cura della propria immagine e informazione istituzionale, tra la comunicazione di un privato cittadino e quella del presidente della Regione che non rappresenta se stesso ma un’istituzione. Una mix di ignoranza istituzionale e di leggi che si somma all’intollerabile disprezzo più volte dimostrato per chi vive di lavoro giornalistico.

 

“Crocetta evidentemente – sottolineano Fnsi e Assostampa Sicilia -, che non è abituato a rispettare chi lavora e chi rappresenta i lavoratori, non solo ignora l’esistenza delle leggi ma ignora anche le norme di accesso alla professione e l’obbligo di legge, per la istituzioni, di garantire una corretta informazione ai cittadini. Se poi Crocetta ha mal pensato di volere fare solo una sfortunata battuta spiritosa – concludono – gli ricordiamo che, quando ci sono di mezzo 21 licenziamenti in tronco e 21 professionisti senza lavoro, non è permesso ad alcuno di scherzare. Meno che mai a un presidente di Regione”.

 

A breve giro di posta arriva anche una nota dell’Ordine dei giornalisti. “Visto che finora ha ignorato l’Ordine dei giornalisti – dice il presidente Riccardo Arena – che da sette mesi cerca invano di avere un contatto con lui, se veramente Crocetta ci chiedesse di iscriverlo saremmo ben lieti di ricevere la sua istanza: ritengo anzi che il presidente della Regione potrebbe chiedere non il tesserino da pubblicista, ma quello da professionista, visto che ritiene di poter esercitare l’attività giornalistica praticamente a tempo pieno”.

 

“Per i principi democratici non è pericoloso che un ente rappresentativo della categoria tuteli le prerogative dei giornalisti e cerchi di far rispettare le regole – continua Arena – ma che un politico ritenga di essere al di sopra della legge e di potersi occupare da sè dell’informazione proveniente dall’istituzione che rappresenta. Crocetta rimane libero di esprimere il proprio pensiero e di chiamare tutte le agenzie di stampa che ritiene. Se però deve fornire notizie che riguardano l’istituzione è obbligato a seguire le regole di professionalità e di rispetto della par condicio, per legge affidate all’ufficio stampa, che non è suo personale, ma della Regione. Se la legge non gli piace, non gli resta che farla cambiare, piuttosto che continuare a violarla”.

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