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L’auto del Mediterraneo, la nuova provocazione di Crocetta alla Fiat di Marchionne

PALERMO, 29 LUGLIO 2013 – “Perche’ non facciamo l’auto del Mediterraneo?”. E’ l’idea lanciata dal presidente Crocetta per il rilancio degli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese, proposta rivolta proprio all’azienda torinese. 

 

“Abbiamo uno stabilimento che può produrre auto di ottimo livello per i paesi del Mediterraneo. La Fiat a oggi vende nei Paesi del Maghreb ciò che produce altrove. Questo potrebbe essere un modo per affrontare la crisi e la sfida della globalizzazione, collaborando proprio con i paesi del Mediterraneo che hanno subito spesso la marginalizzazione”.

 

“Stiamo trattando con mezzo mondo, anche con Fiat, aggiunge Crocetta, se Marchionne vuole realizzare il suo modello qui in Sicilia lo puo’ fare. La Fiat ha liquidato troppo velocemente la vicenda Termini Imerese, dicendo che non c’erano i margini per accordi con i sindacati. Io ne ho parlato con le organizzazioni che invece sono pronte a quegli accordi. A questo punto il re è nudo: la Fiat deve dirci cosa vuole fare, tutto quello che diceva Marchionne può trovare realizzazione nell’Isola in modo inedito. Resta da capire se il modello Marchionne e’ un modello vero o un modo per scappare dall’Italia”. 

 

Crocetta ha parlato a margine di un incontro con i rappresentanti dei governi di Italia e Libia, al quale ha partecipato anche il siciliano D’Alia, e ha ipotizzato l’idea di realizzare un “ponte” con i paesi islamici. “Come governo della Regione siciliana pensiamo che occorre costruire un rapporto con tutti i paesi rivieraschi del Mediterraneo perchè vogliamo creare un ponte nuovo tra i Paesi mediterranei e Paesi di cultura islamica e con l’Europa in un momento in cui il mondo arabo è attraversato da vicende piene di speranza e ricche di preoccupazione. Guardiamo con molta attenzione alle vicende legate alle Primavere arabe e vorremmo essere su questo fronte accanto a voi e che voi foste accanto a noi”.

 

Crocetta è rimasto vago sulle consulenze affidate all’esterno da parte dell’Irsap. “Non ne so nulla. Io parlo quando so le cose. Posso solo dire che il commissario Cicero è una persona perbene, parlerò con lui”.

 

Oggi è stato firmato il protocollo tra Italia e Libia che prevede l’avviamento di percorsi di collaborazione e formazione per i funzionari libici. ”I rapporti con la Libia sono rapporti splendidi da sempre – ha detto il ministro D’Alia – condividiamo questa volontà di rafforzare una collaborazione istituzionale, con la formazione dei dirigenti e del personale della pubblica amministrazione libica. Questa iniziativa coinvolge il governo nazionale, la Regione siciliana, la scuola di formazione della pubblica amministrazione dello Stato Italiano, il Formez, ma anche Confindustria e le Università”. 

 

Anche il ministro del Lavoro libico ha espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta. ”Questa tappa – ha detto Swelem – rafforza la cooperazione tra i nostri paesi”. 

 

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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