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Renzi è pronto: “Io segretario? Ci penso”

di Redazione

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Renzi è pronto: “Io segretario? Ci penso”

| lunedì 02 Settembre 2013 - 10:21

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GENOVA, 2 SETTEMBRE 2013 – Il sindaco di Firenze ci sta facendo un pensierino: la leadership del Partito democratico deve ancora essere conquistata, ma Renzi dalla festa del Pd lancia la sua candidatura Matteo Renzi alla festa nazionale del Pd a Genova lancia quasi ufficialmente la sua sfida per la leadership del Partito democratico: “Ci sto facendo un pensierino”, ha detto dal palco genovese il sindaco di Firenze che sembra aver già iniziato la sua scalata alla presidenza del Consiglio, con una sorta di pre-campagna elettorale.

 

L’intervento di Renzi è arrivato al terzo giorno della festa del partito, inaugurata dal premier Enrico Letta: il sindaco fiorentino è arrivato da solo senza i fedelissimi ma molto sicuro della riuscita delle sue azioni: “Dobbiamo vincere, di una sinistra che perde le elezioni non so che farmene”.

 

“Alle primarie ho preso i voti per le mie idee, alcune giuste alcune sbagliate, e non per la corrente. E dopo non ho chiesto spazi”, Renzi si rivolge direttamente a Bersani prima di annunciare la sua effettiva candidatura alla leadership del partito: “Ci sto facendo un pensierino, io sono disponibile ma mi devono votare gli elettori”.

 

Intanto la platea era piena, tutti in attesa di scoprire le idee del rottamatore, che parla di un “partito chiuso” in se stesso che però può cambiare se “Epifani si decide a fissare la data e le regole”. Il sindaco di Firenze vuole rinnovare il Pd e non usa mezzi termine: “Basta con la rassegnazione e il conservatorismo, la politica è una cosa bella se dà speranza e fiducia”.

 

Una sinistra per il domani e per i giovani quella dipinta da Renzi, che batte ancora sui punti forti della sua ascesa nel panorama politico italiano, con echi che ricordano il convegno alla stazione Leopolda. Renzi continua a dire che non si deve avere la “puzza sotto il naso” nei confronti degli elettori di centrodestra che potrebbero avvicinarsi al suo futuro programma elettorale. Infine si difende da chi lo accusa di essere passato dal filo-berlusconismo all’anti-berlusconismo: “Rispetto a Berlusconi io sono rimasto lì, è lui che è stato condannato in via definitiva”

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