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Il fondo per le imprese targato M5S bloccato dall'”incapacità” del governo: l’ultimatum di Cancelleri a Crocetta

PALERMO, 6 SETTEMBRE 2013 – “C’è una cosa soltanto che è peggiore del malaffare: l’incapacità”. Questa massima di saggezza è del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo e il suo capogruppo all’Ars Cancelleri la ricorda descrivendo l’operato in campo economico del governo Crocetta. 

 

In particolare, il riferimento è al credito d’imposta per le assunzioni, gestito dall’assessorato regionale al Lavoro, che rischia di essere uno dei flop in politica economica più gravi degli ultimi anni. Con un bando di due anni fa, la Regione si era assunta l’onere di sgravare del 50 per cento il costo delle assunzioni (stipendi e contributi) a tempo indeterminato che le imprese avevano effettuato fino alla metà del 2012. La cifra messa a disposizione, da recuperare tramite Fondi Ue, è di 75 milioni di euro. All’assessorato sono arrivate 1.147 domande di partecipazione per ottenere i contributi, ma soltanto tre di queste – 3 su 1.147 – attualmente avrebbero le carte in regola per ottenere i finanziamenti.

 

Tra i parametri richiesti dalla Regione, infatti, c’è anche quello che le aziende siano in possesso di una fidejussione bancaria, così che, in caso di truffe nelle assunzioni o altri cavilli che portino l’Europa a non pagare, il governo regionale potrebbe rivalersi sulle banche. Una clausola di sicurezza imposta dalla Corte dei Conti. Ovviamente, nel particolare periodo di crisi e conoscendo i tempi biblici della burocrazia, la banche non concedono credito alle aziende e quelle che hanno completato delle assunzioni con la promessa di un sostegno si ritrovano adesso a dover affrontare tutto da sole.

 

La situazione è tanto seria da spingere il dirigente regionale, Anna Rosa Corsello, ad annunciare che la scadenza del bando, prevista per il 22 settembre, potrebbe essere spostato per permettere alla Regione di trovare una soluzione con le compagnie assicurative e le banche, facendo magari a propria volta da garante per le fidejussioni. Dando vita così a un’economia che segue il modello “cane che si morde la coda”.

 

“Ma come si fa – lamenta il capogruppo dei grillini all’Assemblea regionale siciliana, Giancarlo Cancelleri – a non prevedere intoppi di questo genere? Prima di fare promesse, prima di attivare bandi pubblici, non sarebbe normale fare delle verifiche, dei test di controllo per essere certi che tutto sia messo in condizione di funzionare nel migliore dei modi? Rimango allibito di fronte all’incapacità dei nostri governi. Nei loro tempi elefantiaci le aziende hanno tutto il tempo di chiudere. Siamo di fronte a una Regione impantanata”.

 

La rabbia del parlamentare regionale è esasperata anche dal fatto che dal primo giorno di elezione, lui e gli altri 13 parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars, hanno versato ogni mese buona parte del proprio stipendio in un Fondo per le piccole e medie imprese siciliane, istituito con la Finanziaria 2013 e depositato presso l’assessorato regionale all’Economia. Un conto che a dicembre si aggirerà attorno al milione di euro e che, con il milione e mezzo di euro messo a disposizione dalla Regione, dovrebbe servire per dare un po’ di respiro a tutte quelle realtà dell’economia siciliana in difficoltà. Ma di questi soldi non c’è traccia, se non nei bonifici che ogni mese i deputati grillini pubblicano sui propri social network.

 

“Per poterlo utilizzare, dopo l’istituzione – spiega Cancelleri – serviva un regolamento attuativo, che noi abbiamo scritto e inviato all’assessore. Lui ce l’ha rispedito con delle annotazioni che prontamente abbiamo corretto e rinviato. Da quel giorno, che risale a circa un mese prima della pausa estiva, non ne abbiamo più notizie. Ci è stato detto che doveva essere portato in Giunta per l’approvazione e la firma. Di Giunte se ne sono fatte, per i motivi più disparati, ma del nostro Fondo nessuna notizia. Se non agiranno autonomamente alle prime battute di ripresa dell’attività – promette Cancelleri – diventeremo martellanti come sappiamo fare noi”.

 

Una “minaccia” politica che il governo Crocetta non dovrebbe sottovalutare poiché il Movimento 5 Stelle, che già si era detto pronto una volta a staccare la spina a questo governo dopo il fallimento del “modello Sicilia”, non avrebbe intenzione di aspettare il nuovo anno, come l’opposizione del centrodestra, per presentare una mozione di sfiducia e mandare tutti a casa.

 

“Proprio in questi giorni ho avuto il testo definitivo del regolamento – ha replicato l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi. – Lo firmerò e lo porterò alla prima Giunta di Governo che si terrà al rientro dalle ferie del governatore Crocetta”. Una promessa molto precisa, dunque, con date e luoghi da rispettare.

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Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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