Cori razzisti, non chiudono solo le curve|Milan-Udinese si giocherà in uno stadio vuoto

di Redazione

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Cori razzisti, non chiudono solo le curve|Milan-Udinese si giocherà in uno stadio vuoto

| lunedì 07 Ottobre 2013 - 19:59
Cori razzisti, non chiudono solo le curve|Milan-Udinese si giocherà in uno stadio vuoto

Dopo le curve, l’inciviltà di pochi mette i lucchetti ad un intero stadio. Milan-Udinese, alla ripresa del campionato, si giocherà nel silenzio… degli innocenti, ovvero di quanti saranno privati dello spettacolo per colpa altrui. E’ l’escalation delle sanzioni contro i cori beceri che allo stadio colpiscono tutto e tutti. Nell’ultimo caso è stata punita la ”discriminazione territoriale” durante la partita contro la Juventus, quando i milanisti, in trasferta a Torino, sono riusciti a prendersela con i napoletani.

La prima a pagare con la chiusura della Nord, il settore più caldo dei propri tifosi, è stata la Lazio (contro l’Udinese) per i ‘buu’ ai giocatori di colore della Juventus nella gara di Supercoppa Italiana. Il club biancoceleste è stato punito anche in Europa League: un turno a porte chiuse per i cori razzisti con il Legia Varsavia del 19 settembre. Poi è toccato alla Roma (contro il Verona alla seconda giornata di campionato, la prima in casa), scontare così gli insulti riservati a Balotelli a fine campionato scorso.

A metà settembre la tagliola del giudice sportivo è scattata sul settore dello stadio Meazza che ospita i tifosi dell’Inter, a seguito dei cori razzisti contro Asamoah e Pogba, “colored” della Juventus. Il secondo anello verde è così rimasto vuoto in Inter-Fiorentina di giovedì 26 settembre. La giustizia sportiva si era già dovuta occupare degli ultrà milanisti (recidivi) dopo la partita con il Napoli: curva chiusa per ”un coro insultante, espressivo di discriminazione per origine territoriale” rivolto ai sostenitori partenopei. Sanzione scontata il 28 settembre, nell’incontro casalingo con la Samp.

È l’effetto di quanto deciso lo scorso 4 giugno, quando il Consiglio Federale ha recepito le direttive Uefa in materia di lotta al razzismo. Se prima i club avevano qualche escamotage per evitare pesanti sanzioni (ad esempio l’annuncio attraverso lo speaker dello stadio) ora, per responsabilità oggettiva, rispondono anche del comportamento dei propri tifosi. E dopo le curve e gli stadi chiusi, si passa alla penalizzazione in classifica ed alla partita persa a tavolino, fino alla squalifica del campo per due anni.

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