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Cosa significa essere dandy?

Cosa vuole dire essere “dandy”? Ce lo siamo chiesti oggi, giorno in cui è nato Oscar Wilde, dandy per eccellenza.

Bei vestiti, capelli in ordine, disprezzo per la borghesia, il casual e il comfort, amore viscerale per l’eleganza, per il lusso. Con un’unica fonte di ispirazione: la Bellezza.

Per Oscar Wilde “la Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna”.

L’intera vita del dandy è dominata dal sublime desiderio di giungere ad afferrare la Bellezza. Le pose innaturali, le ricercatezze, gli occasionali snobismi, le illogicità, gli eroismi, le piccole nevrosi sono i compagni di viaggio verso un ideale tormentato che non si potrà mai raggiungere.

In molti lamentano che Wilde non fosse solo un dandy frivolo. Chiaro, lui era un uomo con una fede profonda e un’intelligenza marcata che aspirava a qualcosa di più: a riportare il bello nel mondo, e in particolare in una Londra oscura e travagliata. Quell’ideale dall’antico sapore di perfezione e misura, e non solo esteriore. Equilibrio mentale, dominio sulle passioni e sugli eccessi. Anche se a volte, valeva la pena trasgredire.

Scoprire che la Bellezza è solo un mito effimero coprirà il dandy di una tristezza profonda, sapientemente mascherata durante le feste e nei salotti buoni, ma che non sfuggirà al momento del confronto con lo specchio. O con il proprio autoritratto, ovviamente.

Con l’avvento della società di massa il dandy del XX secolo è stato costretto a interiorizzare sempre di più la sua eleganza. La Rochelle fece coincidere la sua dipendenza dalla bellezza con la cancellazione, l’austerità e la voluttà: “Ho orrore delle cose di cattiva qualità; vorrei avere solo pochissime cose, ma che fossero squisite”. Per Max Beerbohm, uno degli ultimi dandy alla Wilde, l’intenzione del dandismo moderno è “la realizzazione dei massimi risultati con i mezzi meno bizzarri”.

Insomma, in Bello è morto nell’era di Facebook e Photoshop? Oscar Wilde, per chiudere il cerchio, diceva: “Non esiste la bellezza senza la verità”. Fate un po’ voi.

 

Azzurra Sichera

Chi mi conosce ha smesso di comprarmi pigiami e mi regala libri; detesto avere gli occhiali sempre sporchi; soffro di dipendenza da carboidrati; amo e odio la mia città, Palermo, così come non sopporto gli stereotipi sulla Sicilia e i siciliani; la prima cosa che faccio quando inizio un libro è leggere i ringraziamenti; amo le tazze e colleziono "L'apologia di Socrate" di Platone in tutte le lingue.

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