“Il Muos per gli Usa resterà un sogno” | La sfida di un giovane attivista

di Maria Teresa Camarda

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“Il Muos per gli Usa resterà un sogno” | La sfida di un giovane attivista

| sabato 19 Ottobre 2013 - 08:09
“Il Muos per gli Usa resterà un sogno” | La sfida di un giovane attivista

Un pool di tutti i legali No Muos per affrontare al meglio tutti i procedimenti legali attualmente aperti nei diversi tribunali e nelle sedi amministrative. È questo lo scopo della giornata dedicata alle iniziative legali no Muos che si terrà questo pomeriggio alle 17 nel centro socio culturale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, organizzata dagli attivisti, a cui dovrebbero partecipare molti rappresentanti della politica delle istituzioni.

“Chiederemo – dice Guglielmo Panebianco, attivista No Muos – a tutti gli avvocati attualmente impegnati in cause No Muos di unirsi in un pool. Inoltre, chiederemo a tutte le istituzioni che ci sostengono di costituirsi parte civile nei procedimenti e, quando non fosse possibile, di fare da cassa di risonanza per la nostra battaglia”.

Non pensate mai che questa battaglia, che vi vede lottare contro il governo italiano, il governo regionale, ma soprattutto contro gli Stati Uniti d’America, sia più grande di voi?

“È una battaglia che ci sta sconvolgendo le vite, questo è vero, ma non abbiamo mai pensato che fosse più grande di noi. Le nostre attività servono per far capire a tutti come stanno veramente le cose, quali sono i rischi per l’ambiente e per la salute. Una volta che tutti saranno consapevoli di cosa sta succedendo a Niscemi, vincere la battaglia non sarà difficile. E poi non è una guerra contro gli Stati Uniti, bensì contro i governi nazionale e regionale che stanno consentendo questo scempio. Gli Usa hanno chiesto l’autorizzazione e noi l’abbiamo concessa, concessa con troppa leggerezza”.

Un atteggiamento servile dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti?

“Sì, come sempre. Esistono file di WikiLeaks in cui l’ex ministro della Difesa La Russa prega gli Usa di installare il Muos a Niscemi. Per l’Italia ha più importanza fare parte dello scacchiere degli Stati Uniti che proteggere la salute dei propri cittadini. Non è altro che servilismo. Usare il territorio dello Stato per riscattare poltrone e influenza politica”.

Non esiste la possibilità che abbia ragione l’Istituto superiore di sanità, ovvero che il Muos non sia pericoloso per la salute umana?

“Purtroppo gli americani non ci danno tutte le informazioni che ci servono per capire. Le loro sono tutte conclusioni teoriche da cui non si riesce ad evincere il campo medio delle antenne. Non le hanno mai monitorate veramente. Noi lo facciamo da un anno e abbiamo constatato continui sforamenti delle onde elettromagnetiche che superano i 6 volt al metro. Gli Stati Uniti non sono mai andati così in profondità con gli studi!”.

Hai figli?

“No”

Quanti anni hai?

“36. Quando è iniziata la protesta ambientalista contro le 46 antenne di Niscemi, che oggi continua con il Muos, ne avevo 14”.

Che lavoro fai?

“Il film maker. Vivo a Roma”.

Torneresti a vivere a Niscemi? Metteresti su famiglia qui?

“No. Niscemi non è un posto dove si vive bene. È un posto dimenticato al centro della Sicilia. Ma nonostante questo non smetteremo di combattere. Il Muos rimarrà un sogno per gli Stati Uniti. E gli faremo disinstallare anche quelle 46 antenne”.

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