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Formazione, giro di vite sui contratti a termine| “Esterni solo a partita Iva”

Dalla Regione arriva il blocco dei contratti a termine e Cocopro negli enti gestori dei corsi. Uno dei motivi, spiega la dirigente della Formazione professionale Anna Rosa Corsello “l’orario di lavoro e l’organizzazione non sono compatibili con il loro carattere flessibile”. In realtà le ragioni principali si trovano tra le pagine del dossier inviato dalla Regione alla Procura etnea.

Nel decreto che stabilisce  il via ai corsi, che sarà pubblicato entro il 10 novembre, è inserita una clausola che cerca di evitare l’instaurarsi “di contratti a carattere subordinato – continua Corsello – che in realtà nascondono un rapporto a tempo pieno dando così il via a vertenze”. Ricorsi che, secondo quanto risulta alla Regione, spesso portano ad assunzioni a tempo indeterminato. L’assessorato così punta a mettere un freno a una pratica che ogni anno vede la stipula di circa tremila contatti Cocopro e che ha fatto lievitare il numero dei dipendenti fino a 8.839. Il sospetto, contenuto nel dossier, è che alcuni di questi ricorsi siano stati persi volontariamente.

In alcuni casi gli enti gestori dei corsi hanno giustificato la presenza dei contratti atipici con la necessità di provvedere alla mancanza di docenti disponibili a intestarsi corsi innovativi. La Scilabra quindi superato l’ostacolo chiedendo agli enti di dare vita a  “rapporti di natura professionale da fatturare con partita Iva”.

I sindacati guardano con favore all’iniziativa dell’assessorato perchè mirano al riassorbimento del personale del settore in esubero. Sulla cifra esatta i dati però non collimano. Secondo la Cisl gli esuberi sarebbero 2.525 ma tengono conto anche dei 1.800 lavoratori degli sportelli di orientamento professionale, presto in forze al Ciapi di Priolo. Per la Scilabra infatti sono solo “384” a causa della riduzione dei finanziamenti agli enti stabiliti a giugno e che troveranno una collocazione in altri enti o allo stesso Ciapi di Priolo.

 Per il nuovo anno formativo stanziati 190 milioni per 290 enti. Una cifra inferiore rispetto alle somme previste, ridotte in seguito al taglio degli enti finiti sotto indagine.

 

 

Stefania Brusca

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Stefania Brusca
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