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Alitalia, circa 2.300 esuberi nel piano industriale | Anpac e Anpav: “Non c’è spazio per ulteriori tagli”

Arrivano le prime stime, ancora ufficiose, sulla riduzione del personale Alitalia che dovrebbe attestarsi, secondo il nuovo piano industriale, intorno alle 2.300 unità.

Ufficialmente l’ex compagnia di bandiera non ha ancora comunicato nessun dato definitivo, ma, in via ufficiosa, “autorevoli fonti sindacali” sono in grado di fornire già una lista dettagliata. Secondo quanto emerso, sarebbero 1.000 i contratti a termine che non verranno rinnovati mentre, per chi gode di un contratto a tempo indeterminato, la quota in eccedenza si attesterebbe tra i 1.230 e i 1.330 dipendenti. In particolare, il nuovo piano industriale dovrebbe prevedere un esubero di 230 piloti e 400 assistenti di volo mentre le eccedenze del personale di terra sarebbero comprese fra i 600 e i 700 dipendenti.

A breve è attesa la convocazione delle organizzazioni sindacali da parte di Alitalia per un confronto. Nel corso del vertice verrà illustrato il piano e quindi prenderà il via la discussione su come affrontare il problema occupazionale.

Secondo Massimo Muccioli, presidente Anpav (Associazione nazionale professionale assistenti di volo) “Alitalia ancora non ha ufficialmente comunicato nessun dato. Anche se le cifre definitive non varieranno di molto. Si tratterà di cinquanta persone in più o in meno. Non accetteremo nessuna proposta che porti al licenziamento e invochiamo ammortizzatori sociali adeguati, in modo che nel giro di poco tempo si possa riassorbire l’esubero. Anche perché non c’è più personale da accompagnare verso il pensionamento in quanto l’azienda è stata svecchiata già cinque anni fa”.

Anche all’Anpac (associazione nazionale piloti aviazione commerciale) non è arrivata nessuna notizia ufficiale in merito a stime definitive anche se “sono verosimili”. “L’azienda sta ottimizzando la flotta – dice il comandante Danilo Racine, direttore esecutivo Anpac – a quanto pare, le ore di volo resteranno le stesse. Se questo dovesse essere vero, non c’è spazio per esuberi”.

I piloti, riferisce l’Anpac, già lavorano ai limiti ministeriali come impiego mensile. Abbiamo 300 piloti in mobilità che non sono stati ancora riassunti della vecchia Alitalia senza possibilità di impiego”. Il contratto dei piloti, approvato dall’Enac, prevede un tetto massimo di tredici ore di volo. Se queste non dovessero essere ridotte “non si capisce – continua Racine – come si possano operare eventuali tagli al numero e ci rimane difficile pensare che si possa apportare un taglio del 20 per cento su un totale di circa 1.500 piloti. Alitalia-Cai dal 2009 ha già fatto un’operazione molto incisiva”.

Anpac non crede che ci possano essere possibilità concrete per il successo di un nuovo piano industriale, se la compagnia decidesse di stare da sola (piano “stand alone”). “Corretta l’attenzione ai costi – continua Racine – ma Alitalia pensi ai ricavi”.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera un consigliere del governo, Fabrizio Pagani, è volato ad Abu Dhabi e ha incontrato il sottosegretario agli esteri emiratino. Sul tavolo, a quanto si apprende, varie questioni bilaterali, tra cui anche la vicenda della compagnia italiana. La compagnia di bandiera degli Emirati, Ethiad sarebbe interessata ad Alitalia. Presente all’incontro, secondo indiscrezioni, anche un socio forte della compagnia italiana.

Per domani è convocato il tavolo ministeriale sul trasporto aereo dove saranno presenti le associazioni di tutti i protagonisti del settore: le compagnie aeree (Assaereo), gli aeroporti (Assoaeroporti), i sindacati, l’Enac e l’Enav.

 

Stefania Brusca

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Stefania Brusca
Tags: alitalia e piano industrialeanpacanpav e esuberi