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Mediazione obbligatoria: i vantaggi per Stato e cittadini | Gabriele Giambrone: “Risultati più veloci e più soddisfacenti”

Con il decreto del Fare (l. n. 93/2013) il Governo Letta ha reso obbligatorio lo strumento della mediazione per alcune materie specifiche, come la responsabilità medica o assicurativa. In pratica, una persona che abbia una controversia aperta con qualcun’altro, persona fisica o giuridica che sia, deve, prima di rivolgersi eventualmente a un Tribunale, utilizzare lo strumento della mediazione.

“In Inghilterra – spiega Gabriele Giambrone, titolare dello studio legale internazionale Giambrone Law – la maggior parte delle cause sono risolte in via extragiudiziale, con notevoli vantaggi per tutte le parti in causa. Soprattutto perchè permette di controllare l’esito del procedimento: i giudici sono imprevedibili e una causa che parrebbe vinta al 90 per cento rischia di essere persa per una diversa interpretazione, per un cavillo”.

“La mediazione infatti – aggiunge Dario Zimmardi, responsabile Comitato Adr & Mediazione di Palermo – è un tipo di transazione win/win in cui non c’è una parte che deve cedere qualcosa a qualcun’altro, ma l’accordo si raggiunge soltanto quando entrambe le parti sono soddisfatte”.

Secondo una recente ricerca del Censis, un contenzioso portato in mediazione costa alle parti il 3,9 del costo complessivo della controversia, mentre in Tribunale raggiungerebbe il 39,8 del costo totale. “Rappresenta quindi un enorme risparmio sia per i cittadini sia per lo Stato – dice Luca Tantalo, presidente nazionale del Comitato Adr & Mediazione – perchè ‘causa che pende causa che rende’. L’unico limite della legge è che limita il successo della mediazione a un solo incontro, cioè se le parti al primo incontro non si trovano d’accordo la mediazione non può andare avanti. E a volte, con gli avvocati che fomentano i propri clienti le mediazioni hanno difficoltà a partire”.

“La cultura della transazione come strumento alternativo per la risoluzione delle controversie assicurative – spiega Gabriele Giambrone – ha conquistato, dopo gli stranieri, anche gli italiani. Per questa ragione il nostro studio, dopo cinque anni in cui il servizio è stato reso soltanto a clienti stranieri ha deciso di rivolgersi anche ai nostri connazionali. Una innovazione, nell’intento di diffondere la cultura assicurativa anche a livello locale promuovendo il dialogo, l’integrazione e lo sviluppo di un network territoriale di professionisti”.

Il lancio del servizio dello studio legale Giambrone Law si è svolto proprio nel giorno in cui la Questura di Palermo ha arrestato 11 persone nell’ambito dell’operazione “Phantom crush” per truffe alle compagnie assicurative. “Una cosa che mi ha lasciato scandalizzato – dice Giambrone, residente per la maggior del tempo in Gran Bretagna. – In Inghilterra questo non sarebbe mai successo, ma qui in Italia le compagnie assicurative vengono viste come prede appetibili per via degli elevati premi assicurativi”.

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Maria Teresa Camarda

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Maria Teresa Camarda
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