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Proroga di tre anni per i 24 mila precari siciliani. È su questa base che il governatore Crocetta e i rappresentanti sindacali hanno trovato un accordo per scrivere un disegno di legge che, in una corsa contro il tempo, l’Assemblea regionale siciliana dovrà approvare entro la fine del 2013, “per evitare – come spiega Claudio Barone, segretario regionale della Uil – di far finire tutti questi lavoratori in mezzo alla strada”.

I sindacalisti che hanno partecipato all’incontro hanno parlato di “soddisfazione parziale”. “Crocetta ci ha ascoltato – ha detto Gigi Caracausi, segretario regionale Funzione pubblica della Cisl – e abbiamo trovato un accordo per un disegno di legge che preveda una proroga di tre anni per i precari siciliani. Ora bisogna definire la copertura finanziaria per tutti quei Comuni che rischiano il dissesto finanziario e che non potrebbero quindi assumersi l’onere di altri tre anni di precariato”.

Subito dopo l’incontro con i sindacati, a cui hanno partecipato anche gli assessori alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, e al Lavoro, Ester Bonafede, Crocetta si è riunito con i capigruppo dell’Ars. Il testo concordato del ddl è stato poi approvato dalla Giunta e sarà presto discusso in Sala d’Ercole. “Il passaggio in Aula è una bella incognita – dice Barone – perché bisognerà vedere come sarà modificato il testo di base dagli emendamenti di parlamentari regionale. E ci preoccupa anche l’esame del commissario dello Stato. È per questa ragione che abbiamo chiesto un tavolo tecnico, un incontro, con il Governo nazionale, per dimostrare che siamo riusciti a trovare un percorso univoco accettabile. Per questo non ci basta il ministro D’alia (ministro per la Pubblica amministrazione, n.d.r.), che ha già dimostrato di non essere in grado di incidere sul suo esecutivo”.

Confermata intanto la manifestazione regionale di giorno 13 dicembre. “Finora – dice Mimma Argurio, della segreteria regionale della Cgil – abbiamo sentito soltanto proposte e promesse, ma non abbiamo ancora niente in mano per rassicurare i precari siciliani. Scendere in piazza dunque è fondamentale per non far calare l’attenzione”.

Gli enti locali, nel frattempo, dovranno procedere alla mappatura del personale e redigere le piante organiche per la stabilizzazione dei lavoratori.