Angelino Alfano risponde a Matteo Renzi, non poteva che nascerne un acceso botta e risposta. Il sindaco di Firenze, intervistato, ieri, dal quotidiano Repubblica, aveva professato un cambiamento di rotta, auspicabile con la sua elezione a segretario del partito, non solo per il Pd, ma anche nell’azione di governo.

Renzi, infatti, è stato molto chiaro nel sottolineare come i 300 deputati democratici siano, per l’esecutivo, molto più decisivi dei 30 deputati alfaniano. L’ex delfino di Silvio Berlusconi, da par suo, replica all’avversario politico, sempre dalle colonne di Repubblica, con un messaggio altrettanto chiaro: “Non abbiamo paura di andare al voto prima del 2015. Le larghe intese devono diventare chiare intese. Abbiamo appena visto il metodo tedesco. Il patto tra Cdu e Spd, sebbene alla Merkel mancassero solo 5 deputati, è circostanziato. Noi vogliamo scrivere mese per mese gli obiettivi da raggiungere”.

“Non tiri troppo la corda – ha inoltre aggiunto Alfano, riferendosi alla possibilità di dare parere sull’agenda di governo. Prontamente non si fa aspettare la replica di Matteo Renzi, che da Triesce contrattacca: “La corda  non la tiro io, sono gli italiani costretti a tirare la cinghia”.