Roberto Boscaglia Walter Mazzarri Inter Trapani coppa Italia 4 dicembre 2013

Chissà se Marco Materazzi domani sera sarà presente al Meazza, per assistere alla storica gara tra l’Inter e il Trapani.

È lui l’ex più famoso delle due squadre. Fu proprio in Sicilia nel 1994 che il giocatore, allora un ragazzotto famoso soprattutto per essere il figlio di Giuseppe, all’epoca allenatore del Bari, diede il là alla sua carriera che, tramite Perugia, lo avrebbe portato all’Inter e alle notti di Berlino e Madrid.

Arcoleo, che allenava i granata, in quella squadra impreziosita da Vasari, Barraco, Galeoto e Salvatore Tedesco, spostò quel ragazzone dai piedi ruvidi, dal centro della difesa sulla fascia sinistra, “per imparare anche ad attaccare”.

In quella squadra c’era un trapanese doc, il portiere Giovanni Guaiana, che aveva già fatto un passaggio nella primavera dell’Inter, ma dopo solo un anno, preda della nostalgia, aveva lasciato le nebbie padane tornando al Trapani.

Solo pochi atleti hanno vestito entrambe le maglie nella storia centenaria delle due società, anche a livello giovanile. Troppo lontane sono le due città e, fino allo scorso anno, le categorie.

Dalla società nerazzurra arrivò Paolo Cassaghi, buon difensore che giocò in granata nella stagione 1977/78, con compagni di squadra come Picano, Beccaria e Gabriele Messina.

La vigilia è carica di emozioni. Per moltissimi trapanesi l’Inter è sempre stata la squadra del cuore, quella per cui discutere il lunedì al bar o a scuola, in una città che ha festeggiato con rumorosi caroselli d’auto la vittoria del primo scudetto con Mancini e per il triplete del 2010.

Ma oggi è un’altra storia. Per un giorno dimenticheranno che in un anno la qualità del loro tenore di vita è passato dal 76° al 94° posto tra le 107 provincie italiane, anche se grazie a Trapani calcio e Pallacanestro Trapani, la qualità del tempo libero ha fatto un balzo da un inquietante 101° all’87° posto. E anche nella squadra granata da Nizzetto allo stesso allenatore Boscaglia, si tifa nerazzurro.

La società granata, d’accordo con quella lombarda, ha rilasciato già circa 500 tessere del tifoso provvisorie, permettendo anche a tanti trapanesi residenti al nord di assistere alla gara a San Siro.

A loro si aggiungeranno i tanti che stanno partendo da Trapani, dove domenica scorsa al provinciale i club dei supporter guidati da Pablito (che però è uno storico tifoso genoano) hanno fatto una colletta ad hoc tra il pubblico durante la gara con il Lanciano.

Boscaglia in questa vigilia ha gettato acqua sul fuoco ripetendo che la gara che conta è quella di domenica prossima con il Cittadella (che fu stramazzata proprio dall’Inter nel precedente turno di Coppa Italia con un perentorio 4 a zero), non quella di domani.

La voglia di dare  un’impressione di buona organizzazione di gioco da parte della squadra e di professionalità da parte della società del patron Morace e della consorte Anne Marie Collart, infaticabile direttore generale, è comunque tanta.

In casa Inter Mazzarri ha spiegato che farà un “ragionato turnover” e si prevede quindi che saranno della gara anche Andreolli, Ranocchia, Pereira, Kovacic, Wallace e Belfodil, mentre potrebbero riposare Cambiasso, Palacio, Juan Jesus, Jonathan e Zanetti.