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Tutti colpevoli: è questo il verdetto del tribunale nel processo per l’attacco contro il direttore del Bolshoi, Serghiei Filin, che ha quasi perso la vista dopo essere stato colpito con l’acido lo scorso gennaio. Gli imputati sono l’ex danzatore Pavel Dmitricenko, presunto mandante dell’aggressione, Iuri Zarutski, esecutore reo confesso, e Andrei Lipatov, l’autista.

Dmitricenko era in conflitto con Filin per l’assegnazione delle parti e ha ammesso la responsabilità morale dell’accaduto, dichiarando però di non aver mai parlato di un attacco con l’acido. Le sue dichiarazioni sono state confermate dall’aggressore che si è assunto la piena responsabilità delle modalità scelte per l’intimidazione.

La procura ha chiesto 9 anni di prigione per il ballerino, 10 per Zaritsky e 6 anni per Lipatov.

Intanto decine di artisti del Bolshoi hanno sottoscritto alla vigilia della sentenza una lettera nella quale si chiede clemenza per Dmitricenko, elogiandone la “correttezza”, la “perfetta professionalità” e le “meravigliose qualità umane”. Per quelli che lo conoscono, si legge nel testo, è “assolutamente inaccettabile pensare che abbia potuto ispirare e ordinare un crimine commesso in modo così selvaggio”.