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Le mafie non sono soltanto un problema italiano ma una grande questione europea. Lo hanno ricordato in molti a Bruxelles, e in primo luogo il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. L’occasione per mettere in guardia l’Europa di un pericolo che ha ormai connotati “globali” è stata la giornata per la legalità dal gruppo Socialisti e Democratici del Parlamento europeo culminata con l’intitolazione di una sala della Commissione Ue ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e con l’inaugurazione della mostra fotografica dell’ANSA “Falcone e Borsellino vent’anni dopo”.

“Un atto di riconoscimento a quello che hanno rappresentato le loro vite e le loro morti”. E’ il senso dato all’iniziativa dalla presidente Bindi “orgogliosa” di potere presentare all’Europa la “lezione civile di due magistrati che hanno dato la loro vita per servire il Paese facendo giustizia”. Il valore del loro lavoro si ritrova su vari fronti: i risultati ottenuti nella lotta alla criminalità organizzata, la spinta morale data alla risposta del Paese.

“Ecco perché – ha sottolineato Bindi – l’Italia è il Paese dove è nata la mafia ma dove sono nati anche Falcone e Borsellino e dove si è sviluppata una vigorosa ribellione contro Cosa nostra”. Ora tocca all’Europa prendere cognizione che “le mafie sono ovunque”. È pure questo il messaggio offerto dagli studenti di cinque scuole italiane premiati per i video realizzati nell’ambito del concorso “Quel fresco profumo di libertà” promosso dal centro studi Paolo Borsellino in collaborazione con il Miur.

Una menzione speciale è stata data al cortometraggio “Di là dal muro” realizzato dagli studenti di Enna con i detenuti della casa circondariale che attraverso il racconto delle loro storie hanno contribuito a diffondere la cultura della legalità.

È lo stesso obiettivo di altri due documentari “Quello che rimane” di Michele Di Dio e “Sempre vivi” di Pierfrancesco Li Donni. Nel dibattito che è seguito sono intervenuti Luigi Berlinguer, che ha invitato i ragazzi a battersi contro l’incultura della raccomandazione primo grande ostacolo della cultura della legalità, e Sonia Alfano, presidente della Commissione europea contro il crimine organizzato.

Sonia Alfano ha sottolineato l’importanza del testo, approvato a ottobre, che prevede per i paesi europei l’ineleggibilità, l’incandidabilità e la decadenza per i condannati per i reati di mafia e corruzione. L’importanza del testo è stato sottolineato da Rita Borsellino.

La vita e l’esperienza di Falcone e Borsellino – ha detto – sono servite a cambiare il modo di organizzare le strategie contro il crimine organizzato non solo in Italia ma anche in Europa”. La giornata si è chiusa con l’inaugurazione della mostra fotografica dell’ANSA “Falcone e Borsellino vent’anni dopo” e la proiezione del documentario che l’accompagna che ricostruisce la vita dei due giudici uccisi attraverso le testimonianze di familiari, magistrati e giornalisti.