La stagione del Teatro alla Scala di Milano si è aperta, come sempre, in grande stile. Gli ingredienti c’erano tutti: uno spettacolo, grande, gagliardo, un’opera popolare e accessibile a tutti come la Traviata; il consueto stuolo di vip e governanti, dal presidente della Repubblica, Napolitano a quello della Commissione europea, Barroso, e una buona dose di proteste e polemiche.

Minuto di silenzio in apertura. Il direttore dell’orchestra, Daniele Gatti, aveva già reso nota la dedica della serata alla memoria di Nelson Mandela. Poi l’applauso scrosciante prima dell’immancabile inno nazionale.

In piazza, intanto, un gruppo di giovani di Forza Italia ha fatto irruzione nel sit-in, già in corso, di comitati antisfratto e sindacati di base, per contestare le tante autorità e i ministri presenti, primo fra tutti il presidente del Senato, Pietro Grasso. La contestazione, tuttavia, è durata molto poco e i giovani falchi sono stati scortati lontano dalla piazza dalle forze dell’ordine.

Una serata dedicata anche ai carcerati. Il presidente Napolitano ha telefonato ai detenuti di San Vittore per far loro gli auguri di Natale spiegando di essersi ”ispirato alla visita a San Vittore” per il messaggio alle Camere sulle carceri. Il capo dello Stato ha subito dopo definito “disumani e degradanti” i trattamenti carcerari italiani. Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, invece, ha partecipato alla diretta della prima dalla rotonda del penitenziario milanese insieme a un centinaio di detenuti.