Crocetta Borsellino

Strepitoso Crocetta (voto 10): alla semplice domanda “Lei, quanto guadagna?”, formulata dalla Gruber su Otto e Mezzo il Governatore della Sicilia è riuscito a parlare di niente per parecchi minuti, citando cifre, sottrazioni, addizioni, radici quadrate, rimborsi ed esborsi. Eloquente il commento della Gruber: “Non ci ho capito niente”.

Ma la trasmissione di La7 (voto 6,5) ha provocato una serie di conseguenze.

La prima: Crocetta dopo 12 ore annuncia urbi et orbi che si ridurrà lo stipendio (replica di quanto detto l’anno prima) che non sarà più equiparato a quello degli uscieri diviso 3,14 ma sarà allineato a quello dei dipendenti della formazione siciliana (che ormai non guadagnano più nulla).

La seconda è l’ira funesta di Giovanni Trapattoni (voto altissimo): il mister, dopo aver letto sul sito d’informazione Livesicilia il resoconto stenografico della dichiarazione di Crocetta a La7, ha visto vacillare la sua indiscussa leadership guadagnata in anni di Gialappa’s e Mai Dire Gol (voto 10 e lode). In quella dichiarazione, in effetti, non c’era proprio nulla che avesse a che fare con la grammatica italiana.

La terza conseguenza: gli stenografi dell’Ars – per eccesso di realismo – hanno deciso di modificare le loro tastiere, invertendo i tasti della p con la b, della c con la g ma soprattutto della t con la d.

Lucia Borsellino, l’assessoressa della salute e della sanità, si conferma dirigente e politico di “polso”. Nella sua crociata per l’indipendenza della sanità siciliana da certa politica becera e cattiva, Lucia ha dribblato le pressioni di tutti e venerdì è volata a Roma, destinazione Ministero delle Finanze (con il cognome che porta non può non entrare alle Finanze).

Con il dirigente preposto ha firmato un protocollo d’intesa grazie al quale potrà liberare la Sicilia dal cancro delle nomine di natura politica: il futuro delle aziende sanitarie siciliane sarà stabilito per sorteggio, in base ai numeri estratti sulla ruota di Palermo.

Sembrava tutto perfetto, in assessorato si scambiavano il “cinque” per la grande idea. Poi, la doccia fredda. Il bambino bendato che estrarrà i numeri dalla mitica gabbia ovale sarà Rosario Crocetta.

Palermo capitale della Cultura 2019? No, meno male. È una questione di sfiga, come dimostrano gli eventi e la loro cronologia.

15 novembre: la commissione boccia la candidatura di Palermo e tiene in piedi quella di sei città: Cagliari, Matera, Lecce, Ravenna, Siena e Perugia-Assisi. Si scatena la rabbia di molti, peraltro giustificata perché – per quanto mal amministrata e in decadenza – Palermo (voto 8 di incoraggiamento) è pur sempre uno dei produttori europei più importanti in tema di cultura.

19 novembre: tremenda alluvione sulla Sardegna, anche Cagliari (voto 7) viene vistosamente danneggiata dalle piogge torrenziali.

4 dicembre: a causa delle piogge torrenziali si registrano in Basilicata numerosi smottamenti, a Matera (voto 6 di incoraggiamento) crollano le strade e sprofonda perfino un supermercato. Nelle altre quattro città stanno già facendo gli scongiuri. A Palermo non abbiamo bisogno di tragedie, ci facciamo già male da soli.

Nigella Lawson, la celebre cuoca britannica (5,5 alla cucina britannica), è stata accusata dall’ex marito di essere una cocainomane. Lei ha ammesso di avere assunto droga in passato (voto 4) ma che oggi è libera da qualsiasi dipendenza. Adesso rischia di diventare famosa come “la cuocainomane”.

Forte attrito tra Rita Dalla Chiesa e l’editore Urbano Cairo (La7): “Se davvero dovessero cancellarmi la trasmissione – ha detto la conduttrice – porto Cairo davanti ai giudici”. Cairo se lo augura, magari si può rifare una nuova edizione di Forum che in Tv tirava di più.

Un ultimo pensiero per Nelson Mandela (voto 10, con lode e menzione di merito). È stata una delle figure più importanti e più belle del ventesimo secolo. La sua storia è diventata… Storia. Mentre tutto il mondo celebra e ricorda la sua vittoriosa guerra in SudAfrica contro l’apartheid, qui in Italia non riusciamo a debellare quei quattro deficienti (voto 0) che nelle curve degli stadi continuano a indirizzare i buuh razzisti nei confronti dei giocatori di colore.