“Per far funzionare l’Agenzia dei beni confiscati serve una nuova normativa che gli dia un colpo d’ala”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia. “Serve – ha aggiunto Cancellieri – che l’Agenzia sia dotata di un patrimonio per rilanciare sul mercato le imprese confiscate o sequestrate e per gestire gli immobili”.

“Per quanto riguarda le imprese confiscate o sequestrate – ha aggiunto il ministro Cancellieri – ci troviamo di fronte ad un tema complesso perché ci sono i lavoratori. C’è il rischio, quindi, che se l’azienda perde fette di mercato, creando disagi ai lavoratori, potrebbe apparire che la mafia dà lavoro e lo Stato invece lo toglie”. “Poi ci sono i beni confiscati e sequestrati – ha aggiunto – per i quali si fa gran fatica a restituirli alla collettività. Occorrerebbe infatti che l’Agenzia venisse dotata di fondi adeguati”.

”Se è necessario, è meglio vendere – ha continuato la Cancellieri – i beni confiscati piuttosto che farli finire male”. “L’Agenzia, al momento – ha aggiunto il ministro Cancellieri – ha una forte criticità per quanto riguarda la vendita dei tanti beni confiscati che potrebbero portare molti ricavi. C’è bisogno di una normativa molto forte che renda efficace l’azione dell’Agenzia, che deve gestire i beni come una vera e propria holding”. Il ministro ha poi fornito un dato significativo. “L’Agenzia gestisce undicimila beni nelle sole regioni di Sicilia, Calabria e Campania. Si tratta di un patrimonio imponente”.