Luigi De Canio allenatore Catania

Il Catania comincia un’altra settimana con il peso di una media da retrocessione. Un altro conto alla rovescia prima del prossimo scontro salvezza che vedrà Luigi De Canio tentare di trovare un’altra soluzione per porre fine alla striscia negativa che, se alimentata, avrà un unico epilogo.

Questo Catania non è il più forte della sua storia come ha detto il presidente Pulvirenti all’inizio della stagione. Anzi appare più fragile tecnicamente e psicologicamente. Lo si è visto anche ieri, quando dopo aver preso il secondo gol ha rischiato di concludere la gara con un punteggio molto più doloroso se non ci fosse stato un ottimo Frison tra i pali.

Neanche il modulo iniziale è piaciuto ai tifosi che si sarebbero aspettati qualcosa in più dalla loro squadra che, in un momento di difficoltà, forse avrebbe dovuto privilegiare un modulo più spregiudicato e cercare di fare punti, invece di lasciare il solo Leto in avanti e giocare cinquantacinque minuti per il pareggio.

È vero, due punte De Canio le ha inserite, ma solo dopo aver subito il primo gol. In questo modo la squadra si è inevitabilmente allungata e si è vista beffata da un passaggio di trenta metri di Palombo, che ha trovato sulla fascia di Biraghi un Gabbiadini in vena di magie.

Come il Catania del 1983-84, quello di Di Marzio-Fabbri che retrocesse dopo appena un anno dalla promozione, questo Catania alla quindicesima di campionato ha conquistato solo nove punti.

In quella stagione, il campionato aveva solo sedici squadre ed i rossoazzurri terminarono ultimi con dodici punti, il minimo storico registrato in un campionato di quel tipo.

In quindici partite il Catania ’83-’84 riuscì a vincere solo una volta con il Pisa, poi ottenne sei pareggi e otto sconfitte. Tutti, tra dicembre e gennaio, erano coscienti che quella squadra sarebbe retrocessa a fine stagione. Perché certe cose si sanno, quantomeno si intuiscono: ci sono annate che iniziano male e non puoi farci nulla, neanche cambiare allenatore, figuriamoci la dirigenza.

Adesso arriva il Verona e fa riflettere il fatto che all’inizio della stagione, queste due squadre avevano obiettivi diversi: il Verona la salvezza e il Catania l’Europa. Chi lo avrebbe mai detto che si sarebbero scambiati il copione?

E se Mandorlini si sta assicurando la conferma, De Canio potrebbe davvero rischiare qualcosa. A Catania qualcuno già pensa ad un ritorno di Maran che non sarebbe proprio fantascienza. Nonostante qualcuno dica il contrario.