Non si è mai sentito solo nei sei mesi trascorsi nello spazio: Luca Parmitano ha sempre saputo che con lui c’erano “tutti gli italiani”. Lo ha detto l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nella sua prima uscita pubblica al rientro a terra dalla missione Volare, la prima missione di lunga durata organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Per l’astronauta sono stati particolarmente importanti i messaggi arrivati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio Enrico Letta, durante i collegamenti con la stazione spaziale organizzati nel corso della missione.

“Parlare con noi astronauti in orbita ci ha dato un grande supporto. Voglio ringraziare la nostra dirigenza per lo sforzo che sta cercando di fare al servizio dell’armonia”. Un saluto “commosso” da parte dell’astronauta al presidente Napolitano, “che mi ha parlato a nome di tutti gli italiani mentre da lassù vedevo l’Italia, sempre riconoscibile in tutta la sua bellezza”. Ancora grazie da Parmitano per il “supporto fortissimo da tutto il territorio”, un supporto che ha paragonato ad una piramide: “Per fare in modo che sia più alta, la base deve essere la più ampia possibile. Noi astronauti siamo al vertice, ma possiamo arrivare così in alto solo se la nostra base è molto estesa”.

Dopo aver assaggiato e finito la lasagna, l’intero equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) ha ripensato a quel pranzo per i sei mesi successivi. Luca Parmitano racconta così come ha organizzato a bordo i festeggiamenti per celebrare il cibo italiano. Le porzioni per i sei astronauti sono arrivate sull’Iss a bordo della navetta cargo europea ATV-4 dedicato ad Albert Einstein. Per l’occasione Parmitano ha stampato il menù chiamando il ristorante ‘Il Nodo’. ‘Il banchetto’ si è svolto infatti all’interno del modulo chiamato Nodo 1. Per antipasto taralli e per primo lasagne al ragù e risotto al pesto. A seguire melanzane alla parmigiana e per dessert tiramisù. “Pensavo che le scorte durassero di più e invece – commenta l’astronauta – abbiamo finito tutto subito. Il problema è stato che per i successivi sei mesi abbiamo ripensato con nostalgia a quel cibo”. Prima del rientro c’è stata una piccola sorpresa. “La mia collega Karen Nyberg preparando i bagagli per il ritorno ha ritrovato quattro confezioni di tiramisù – racconta Parmitano – il suo sorriso è rimasto stampato sul suo viso per un bel pò di tempo ed era straordinario tanto che ha illuminato i nostri volti. Non sarebbe stato lo stesso se avessimo trovato montagne d’oro fluttuanti nello spazio”.

A farci restare senza fiato è stato il guasto tecnico ch l’astronauta ha avuto durante la sua passeggiata spaziale. Dalle analisi svolte finora dalla Commissione d’inchiesta della Nasa, ha proseguito Parmitano, risulta che il guasto alla tuta riguardava la pompa che separa il flusso dell’aria da quello dell’acqua. Una centrifuga con otto fori ruota per espellere continuamente l’acqua dal circuito di condensazione e per reintrodurla nel circuito di raffreddamento. “È emerso che tutti e otto i buchi si erano otturati e che quindi ha spiegato l’astronauta – hanno reimmesso l’acqua nel circuito di ventilazione a partire dal casco. Per questo motivo all’interno del mio casco si era formata una sfera d’acqua che mi ha ricoperto completamente il viso, isolando ogni percezione sensoriale”. La Nasa, ha detto ancora l’astronauta, “è a caccia delle cause dell’otturamento degli otto fori. Intanto le tute per l’attività extra-veicolare sono state comunque messe in sicurezza”: nella parte interna della tuta è stato agganciato un tubo che in caso di ‘allagamento’ permette di aspirare comunque l’aria dal circuito che attraversa la parte inferiore della tuta. “Il sistema – ha detto Parmitano – ha superato i test a terra con ottimi risultati”.

“Il modo in cui ti sei comportato ti ha salvato la vita”: è quanto ha detto all’astronauta Luca Parmitano il capo della commissione d’inchiesta della Nasa incaricata di scoprire le cause del guasto alla tuta che ha provocato una perdita d’acqua nel casco dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nella seconda passeggiata spaziale, del luglio scorso. ”Mi ha veramente colpito”, ha raccontato lo stesso Parmitano. Non avrebbe potuto avere una soddisfazione più grande: ”quando in orbita hai un incidente ti resta sempre il dubbio e ti domandi che cosa avresti potuto fare di più”. La risposta della Nasa è stata più che esauriente. ”Adesso – ha proseguito – si cerca di capire l’origine del guasto”, ma nel frattempo una piccola modifica ha reso ”tutte le tute per l’attività extra-veicolare sicure”.