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Il Prodotto interno lordo, nel terzo trimestre del 2013, non ha subito variazioni nel confronto con lo scorso trimestre. Dato che nel confronto con lo stesso trimestre del 2012 diminuisce comunque dell’1,8 per cento. La stima prevista dall’Istat e diffusa il 14 novembre scorso viene quindi smentita. Lo comunica lo stesso istituto di statistica che aveva previsto una diminuzione congiunturale dello 0,1 per cento e una tendenziale dell’1,9 per cento. “Bene, ma crisi non è finita”  con queste parole il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, commenta i dati diffusi dall’Istituto di statistica italiano. “La discesa sembra attenuarsi, però non possiamo dire che siamo fuori dalla crisi – continua – Su base annuale siamo ancora sotto”.

L’Istat, nell’indicare e spiegare i risultati del terzo trimestre, specifica che: questo trimestre ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto a quello scorso anno e una in più rispetto al terzo trimestre 2012. Nel confronto con lo scorso trimestre sono diminuiti tutti i principali aggregati della domanda interna, con un calo dello 0,2 per cento per i consumi finali, mentre per gli investimenti fissi lordi la diminuzione è stata dello 0,6 per cento. Aumentano sia le importazioni che l’esportazioni del Belpaese: l’export è cresciuto, su base congiunturale, dello 0,7 per cento, mentre l’import ha subito un incremento del 2 per cento. “Nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo. Con la ripartenza delle –  il ministro Fabrizio Saccomanni, commenta i dati –  imprese potranno finalmente arrivare miglioramenti per l’occupazione”.

La domanda al netto delle scorte ha tolto 0,2 punti percentuali alla variazione del Prodotto interno lordo, negativo il contributo per gli interventi fissi lordi e i consumi delle famiglie residenti, perdono lo 0,1 per cento, mentre è nullo per quanto i riguarda i consumi della Pubblica Amministrazione. A contribuire positivamente alla variazione del Pil sono le scorte che hanno permesso una crescita dello 0,6 per cento, la domanda netta estera, invece, ha sottratto lo 0,4 per cento.  Il valore aggiunto segna, nel confronto trimestrale, un andamento negativo nel comparto agricoltura dell’1,6 per cento,  nell’industria in senso stretto, invece una variazione positiva dello 0,2 per cento. Nel confronto con il 2012 il valore aggiunto registra delle perdite in tutti i comparti.