mediolanum, fininvest, silvio berlusconi, ennio doris

Fininvest ha bisogno di “rafforzare la propria struttura patrimoniale e finanziaria” e decide di vendere il 5,61 per cento del capitale di Mediolanum, pari a 41,3 milioni di azioni ordinarie per 265 milioni di euro di valore di mercato. La procedura scelta è stata quella dell'”accelerated bookbuilding”, una procedura accelerata rivolta a investitori istituzionali italiani e stranieri.

La decisione presa dalla holding della famiglia Berlusconi, che controlla anche Mediaset, Milan e Arnoldo Mondadori editore, è un passo utile a trovare quella liquidità che serve a ripianare un bilancio 2012 in rosso di quasi 300 milioni di euro. Fininvest controlla attualmente il 35,72 per cento di Mediolanum, di cui il 25,53 per cento vincolato a un patto di sindacato con l’amministratore delegato Ennio Doris.

La parte messa in vendita è proprio quella non vincolata dal patto di sindacato, e porterà Fininvest al 30,11 per cento del capitale. L’operazione potrebbe essere vista anche come un tentativo da parte della famiglia Berlusconi di reperire quella liquidità utile per risarcire De Benedetti di 541 milioni di euro dopo la sentenza del Lodo Mondadori. 

La holding di casa Berlusconi ha diffuso una nota nella quale conferma “gli impegni previsti dal patto di sindacato in linea con la prassi di mercato per operazioni similari, Fininvest ha altresì assunto nei confronti di UniCredit Bank un impegno di lock-up per un periodo di novanta giorni riguardante le azioni complessivamente detenute in Mediolanum al termine dell’operazione”.