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“Pensare che chi rappresenta una minoranza di una categoria economica possa parlare a nome di tutti è uno stravolgimento delle regole della democrazia che non dobbiamo seguire”. In questo modo il premier Enrico Letta al Senato, si è riferito alla protesta degli autotrasportatori scesi in piazza in questi giorni. “Il governo ha affrontato questo problema – ha continuato  il presidente del Consiglio -. A me preoccupano quelle voci che non hanno la forza di farsi sentire”.

“Non scambiamo le proteste degli autotrasportatori con un’altra cosa, il governo – ha sottolineato Letta – affronta la discussione con i rappresentanti delle categorie, se il governo indica forme di accordo che tengono insieme più del 90% di quelle categorie lì, venire a dire che quello che sta accadendo è la rappresentanza del Paese non è vero”, ha concluso Letta.

“Abbiamo segnali chiari da parte dell”intelligence’: non sto qui ad aggettivare le ali estreme di  questo movimento, ma certamente abbiamo gli occhi su di loro e  sapremo cosa fare se esagerano”. Lo ha detto ai giornalisti il  ministro dell’interno, Angelino Alfano, interpellato sul movimento dei forconi.

”Faremo di tutto per assicurare le  manifestazioni di chi vuole protestare” ma sarà usata ”tutta  la forza dello Stato contro i violenti”. Ha ribadito poi il  ministro dell’ Interno. ”Impediremo che le città siano ostaggio dei  delinquenti per fini politici o individuali” ha aggiunto il  vicepremier.

Di tutt’altro tenore le parole di Matteo Salvini, neo-segretario della Lega Nord, che ha invitato i “Forconi a entrare in Parlamento dopo il voto di fiducia al governo”.

Roma rimane quindi blindata dopo gli annunci dei leader della protesta, che da ieri hanno attivato la loro mobilitazione in tutta Italia e promettono di chiamare in piazza nella Capitale moltissimi manifestanti per una protesta ad oltranza, pacifica.

Una manifestazione, annunciano, “con milioni di persone pronte ad assediare pacificamente Roma che durerà fin quando i politici non saranno andati via”. “Se domani (oggi ndr) sarà votata la fiducia – ha affermato il leader del movimento dei Forconi Danilo Calvani – al governo e i politici non resteranno a casa, ci organizzeremo in questi giorni per indire la prossima settimana una manifestazione a Roma che porti milioni di persone. Sarà un assedio pacifico e concorderemo il percorso con le forze dell’ordine – ha concluso Calvani -, ma siamo disposti a restare fin quando i politici non andranno via”

A fare da spartiacque sarà dunque il voto di fiducia di oggi: se il governo non andrà a casa la protesta si riverserà nella Capitale. Nonostante non sia prevista in via ufficiale nessuna manifestazione,la città sarà comunque presidiata dalle forze dell’ordine.

Il comitato per l’ordine pubblico ha infatti deciso ieri di blindare le zone attorno a Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale.

Tra le misure prese è stato anche deciso di presidiare stazioni e snodi autostradali, e uomini delle forze dell’ordine saranno sparsi sul territorio.

E intanto per oggi è prevista la protesta dei metalmeccanici Fiom per chiedere a gran voce una politica industriale “che abbia al centro la difesa dell’occupazione, dei diritti e per un nuovo modello di sviluppo”. Già a Torino, i Forconi e gli operai Fiom si sono confrontati duramente. Dalle 9 è previsto l’arrivo di 30 camper provenienti da tutta Italia nelle vicinanze di piazzale Flaminio.

E il leader dei Forconi siciliani, Mariano, Ferro, punta il dito contro i media: ‘‘Continua il complotto dell’informazione contro le nostre proteste: ci invitano in Tv a parlare per due-tre minuti per chiederci di violenze e infiltrazioni criminali. Ma noi vogliamo parlare dei motivi dello sciopero, e se ciò non accadrà ci potranno essere problemi seri”.

IL TERZO GIORNO DI PROTESTA