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Rosy Canale, 40 anni, attrice e presidente del “Movimento delle Donne di San Luca” è finita agli arresti domiciliari nell’abito dell’operazione denominata “Inganno”. La donna era in questi giorni impegnata nella rappresentazione teatrale “Malaluna”, con le musiche di Franco Battiato e con l’adesione del presidente della Repubblica e sua medaglia di rappresentanza, ispirata al volume “La mia ‘ndrangheta”, edizioni Paoline.

Adesso la donna è accusata di truffa aggravata e peculato e ovviamente lo spettacolo è stato sospeso. Era da sempre considerata un’icona dell’antimafia calabrese. Secondo le accuse Rosy Canale avrebbe sottratto cento mila euro dai fondi pubblici comunitari e italiani, erogati per finanziare la sua fondazione antimafia, “Donne di San Luca e della Locride”, per fini personali.

Quei soldi erano destinati alla creazione del laboratorio dei saponi artigianali a San Luca ma i carabinieri hanno scoperto che sono stati usati per comprare solo qualche saponetta.

La Prefettura gli affidò un bene confiscato alla famiglia Pelle di San Luca per poter dare vita alle sue attività e Rosy Canale fondò il suo movimento di donne. Con il suo impegno voleva combattere la ‘ndrangheta, dopo aver subito in passato violenza da parte delle cosche.

Una sera mentre stava rientrando a casa, Rosy Canale fu assalita e pestata a sangue e ridotta in fin di vita. Decise di abbandonare la Calabria per ritornarci nel 2007, a San Luca. Qualche mese fa aveva ottenuto anche il premio Borsellino. In quell’occasione disse: “Vorrei che Papa Francesco venisse fra gli ultimi e i dimenticati di San Luca”.