morto angelo rizzoli biografia

Nato a Come nel 1943, figlio di Andrea e nipote di Angelo senior, Angelo Rizzoli era l’erede di una delle famiglie più importanti della borghesia milanese. Giovanissimo, nonostante la sclerosi multipla di cui era affetto, cominciò ad occuparsi dell’azienda di famiglia, la casa editrice omonima, ma a 40 anni fu travolto dallo scandalo della P2 e finì in galera per 13 – “lunghissimi” – mesi.

“Uscito dalla galera mi sono trovato in una città nemica. Ero stato punito – ha raccontato – al di là di ogni mio possibile errore. Mio padre morto. Mia sorella suicida. In me insopportabili sensi di colpa. La città dove la famiglia Rizzoli per tre quarti di secolo era stata una delle più importanti e stimate mi apparve ostile. Nessuno mi voleva più ricevere”. La moglie, l’attrice Eleonora Giorgi, l’aveva lasciato e aveva portato via il figlio Andrea, e non aveva più un lavoro.

Fu Silvio Berlusconi a tirarlo fuori dai guai. “Berlusconi – diceva Rizzoli – non è un pescecane come la maggioranza degli imprenditori italiani. Non ha il loro cinismo. È generoso. Ha aiutato una persona finita, un dead man walking, unicamente per simpatia umana”. Rizzoli si ricicla produttore cinematografico e televisivo. Produce “Il giudice Mastrangelo” (2005), “La freccia nera” (2006). Si risposa con Melania De Nichilo, da cui ha avuto i figli Arrigo e Alberto.

Ma Rizzoli ci ricasca e a febbraio di quest’anno era stato arrestato di nuovo per bancarotta fraudolenta della “Rizzoli Audiovisivi” (trasformata in “Tevere Audiovisivi”): un crac da 30 milioni di euro, 20 dei quali nei confronti di Erario e organi previdenziali. La galera ha finito di distruggere il fisico e lo spirito dell’imprenditore italiano, già debilitati dalla sclerosi multipla. Rizzoli è morto questa notte al Policlinico di Roma.