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Teotista Panzeca non si arrende. Il presidio del professore di Scienza delle costruzioni della facoltà di Architettura di Palermo, che questa mattina si era incatenato a un pilastro al piano terra dell’Edificio 14 di viale delle Scienze, è continuato anche in notturna, allietato, per quanto possibile, dalla presenza di diversi studenti che, a turno, si sono recati all’ingresso della facoltà, chiusa, per dimostrare la propria solidarietà all’anziano professore.

Causa scatenante della protesta, era stata la decisione da parte del Senato accademico di non premiare la materia di competenza del professore con l’assegnazione di uno dei 36 dottorati di ricerca disponibili in favore di una materia “nella quale insegna chi ha parenti illustri”, come aveva dichiarato questa mattina lo stesso Panzeca.

Per buona parte della serata, a far compagnia al professore, insieme a due piccole stufe elettriche, all’interno dell’atrio, ormai deserto, la figlia. “Stiamo lavorando – dice Panzeca – studiando i dati e i numeri. Abbiamo scoperto che alla base di tutto c’è comunque un errore numerico. Il coefficiente di valutazione assegnato alla mia materia è di gran lunga inferiore a quello reale e stiamo preparando un documento per chiedere risposte, che a questo punto dovranno darci, o faremo partire le denunce”.

E agli studenti che, complice il tam tam via social, si sono precipitati a dimostrare la propria vicinanza, seppur da dietro le grandi porte a vetri, al docente e che gli chiedevano il perché avesse deciso di compiere un gesto così eclatante il professore ha risposto: “Abbiamo formato una vera e propria scuola, ottenuto risultati straordinari, prodotto 45 pubblicazioni, di cui 14 riconosciute come lavori d’eccellenza. Abbiamo creato un software di calcolo strutturale, il Karnak, in grado di fare cose incredibili. Tutto Questo per vedere premiati sempre i soliti”.

“A voi – continua Panzeca, parlando ai ragazzi – mancano dei riferimenti. Gli esempi sono importanti. Se io non mi ribellassi farei passare il messaggio che studiare, impegnarsi, non serve a niente. Vi farei disamorare di quello che fate. Sarei un cattivo esempio”.

 

(Foto di Giuseppe Castrone)