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Quando arriva il giorno di Santa Lucia tutti i siciliani prendono d’assalto i bar in cerca di arancine, cuccìa, panelle dolci. Regina di questo giorno di festa è senza dubbio la rotonda sfera di riso dal guscio croccante anche se da sempre ci si interroga su un atavico dilemma… si dice arancino o arancina? Una domanda al centro di scontri verbali tra la Sicilia orientale e la Sicilia occidentale. Ma non ci si interroga soltanto sull’autentico nome della prelibata specialità siciliana, ma anche sulla sua forma originaria: è tonda o piramidale?

Le scuole di pensiero sono principalmente due: nella Sicilia occidentale il vocabolo usato è “arancina” (piccola arancia), dalle parti dell’Etna invece si parla di arancino.

Famosa da sempre come una delle leccornìe prelibate dell’Isola, questa ricetta della tradizione siciliana è tornata alla ribalta grazie agli “arancini” dell’amatissimo Commissario Montalbano, partorito dalla penna di Andrea Camilleri.

Alla fine, quando si assaggia questa prelibatezza, poco importa il nome, conta il gusto. Nell’Isola la tradizione si rinnova ogni anno e in ogni angolo della strada il profumo delle preparazioni tipico si espande in tutte le strade della città. Oltre alla versione classica con la carne, se ne trovano di tutti i gusti: al salmone, ai funghi, con la salsiccia.