mariano ferro, blocco trasporti, movimento dei forconi, disposti a farsi arrestare

La protesta dei Forconi va avanti. Persistono i blocchi sulle strade di tutta Italia e il leader siciliano del movimento, Mariano Ferro, torna a parlare dell’azione che in questi giorni sta scuotendo la Penisola.

“Non vogliamo fare la guerra sulle strade, – dice a SkyTg24 – siamo persone disponibili che vogliono soluzioni equilibrate, democratiche. Abbiamo fatto questa forzatura alla democrazia, perché altrimenti nessuno ci avrebbe considerato. Chiediamo scusa a tutti gli italiani che hanno dovuto subire disagi, ma non potevamo fare altrimenti”, ha aggiunto.

“Siamo disposti a manifestare ad oltranza, finchè non avremo risposte. Vogliamo nuove elezioni e che la classe politica vada a casa e non si ripresenti. La bandiera tricolore sarà il nostro unico simbolo”. Lo ha spiegato Renzo Erbisti, presidente dell”Azione nel trasporto italiano’ nel corso della conferenza stampa del Comitato 9 dicembre. “Non lasceremo i presidi nel resto d’Italia. Ma qui a Roma verranno comunque persone da tutto il Paese – ha aggiunto un altro dei coordinatori, Giovanni Zanon – vogliamo liberarci dal tiranno, che è questo governo”.

“Noi prendiamo le distanze da tutti i facinorosi e violenti”, aggiunge Ferro: “non vogliamo arrivare a delle soluzioni in modo violento, ma in modo pulito”. Il leader siciliano del movimento ha quindi affermato che i presidi andranno avanti e confermato che a Roma non ci sarà un corteo, ma solo “un presidio statico dove nessuno potrà spaccare vetrine o sfogare i propri istinti animali”.

“Siamo d’accordo con il ministro Alfano quando dice ‘pugno duro contro i teppisti’ – continua – ma non c’e’ arrivata nessuna richiesta di dialogo: comincio a sospettare che questo governo non abbia soluzioni”. A proposito del fronte sindacale che sostiene la protesta, Ferro ha criticato i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil che non scioperano “perchè sono sempre stati vicini al potere, mentre noi siamo vicini alle esigenze di tante famiglie che non ne possono più”.