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Il democratico Roberto Giachetti ha interrotto il suo sciopero della fame, iniziato 68 giorni fa, per chiedere la riforma della legge elettorale. Durante una conferenza stampa del Partito democratico insieme al neo segretario Matteo Renzi, Giachetti ha avvertito che i ricatti di chi minacciava una crisi di governo questa volta “non attaccano perché i numeri per trovare un nuovo sistema di voto ci sono”.

Se qualcuno – pensa di bloccare ancora la riforma con il ricatto della crisi di Governo sbaglia – spiega Giachetti – perché i numeri alla Camera ci sono comunque”.

Alla conferenza stampa era presente anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, che dopo avere abbracciato il deputato in sciopero della fame, si è seduto in prima fila ad ascoltare le sue parole e che alle prime domande dei giornalisti presenti risponde “Oggi parla Giachetti”. Il ringraziamento al segretario è arrivato dallo stesso Giachetti. “Questa melina è saltata – spiega il parlamentare democratico – èd è ora possibile riformare la legge elettorale. Ovviamente – prosegue – resterò vigile, ma ritengo che davvero questa volta si possa trovare una soluzione.

Giachetti spiega ancora durante la conferenza stampa che “Il passaggio alla Camera era una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per arrivare ad un nuovo sistema di voto – e avverte – ma riprenderò subito lo sciopero se riscontrassi la mancanza di volontà di fare la riforma”. Sui tempi di realizzazione di una nuova legge elettorale Giachetti ha spiegato anche che “a termini di regolamento la commissione ha un mese per predisporre un testo; ovviamente, tenendo conto le vacanze di Natale, non saremo rigidi ma per metà gennaio dovrà essere presentata una proposta in commissione che arrivi in Aula entro fine mese “.

“Niente giochetti alla Quagliariello – ammonisce il deputato Pd -, lo dico a tutti perché ho visto delle dichiarazioni di qualche ministro che mi fanno tornare le preoccupazioni”. Il parlamentare in sciopero della fame per oltre due mesi ha anche aggiunto “la minaccia di una crisi è un’arma del tutto spuntata perché ci sono i numeri per farla sia alla Camera che al Senato”. Infine, Giachetti ha auspicato in un accordo il più condivisibile possibile, anche con il Movimento 5 stelle e Forza Italia.