cga blocca recupero somme

I laboratori d’analisi non dovranno restituire le differenze tra le tariffe applicate nel 2007 e quelle stabilite dall’assessorato regionale alla Salute, Lucia Borsellino, con decreto del gennaio 2013. Il Cga, il secondo grado della giustizia amministrativa, con una ordinanza ha dichiarato nulla la sentenza del Tar del 9 agosto scorso e ha rinviato nuovamente la questione ai giudici di primo grado.

Grazie a questa decisione, è momentaneamente sospeso il recupero delle somme, voluto dalla Regione siciliana. Si tratta di somme ingenti, circa 50 milioni di euro per il 2013, ma complessivamente la cifra che la Regione contava di recuperare nell’arco di tre anni (fino al 2015) si aggira intorno ai 150 milioni.

Per i laboratori d’analisi della Sicilia, a un passo dal fallimento, è una decisione importante, che permette loro di tirare il fiato e di prolungare una questione che ormai va avanti da anni e probabilmente per tanti altri anni andrà avanti.

Una querelle complicatissima e carica di tecnicismi dominata, come nel caso di ieri, da aspetti processuali prima ancora che da ragioni di merito. La vicenda ha inizio nel 2007, quando la Regione siciliana applica il tariffario Bindi, poco dopo bloccato dal Tar. Quella vicenda si è trascinata per anni, durante i quali i laboratori hanno applicato il precedente tariffario, a loro più conveniente.

A fine 2012 la vicenda sembrava concludersi con la decisione del Cga secondo cui il tariffario Bindi andava applicato e dando di fatto alla Regione l’input per il recupero delle somme in più erogate dalla Regione nel corso degli anni.

Da qui il decreto dell’assessore Borsellino che aveva scatenato la protesta dei laboratori, i quali già dovevano fare i conti con una nuova riduzione del tariffario prevista dal decreto Balduzzi.

Il Consiglio di giustizia amministrativa aveva ribaltato anche un’altra decisione del Governo regionale, ovvero la sospensione di Angelo Pizzuto dalla presidenza dell’Ente Parco delle Madonie.