Si è svolto venerdì 13 dicembre, nella splendida cornice barocca di Palazzo Asmundo, il primo ballo in costume organizzato da “Victorian and Gothic Palermo”. L’evento ha coinvolto moltissimi partecipanti di tutte le età, rigorosamente in abito d’epoca. Costumi di scena tornati in vita, indumenti originali, scialli della nonna tirati fuori dagli armadi, ma anche tanti vestiti realizzati dai partecipanti per l’occasione: la serata è stata una affascinate sfilata di modelli, dallo stile rinascimentale al romantico vittoriano, dalle principesche gonne dell’Ottocento alle varianti più moderne dello steampunk.

Le sale magnificamente affrescate hanno ospitato un rinfresco, seguito dal ballo. Dopo l’ingresso in sala, infatti, le coppie hanno volteggiare sulle note dei valzer viennesi, alternati a danze di gruppo. Tutto rigorosamente ordinato secondo i codici e il galateo dell’alta società d’antan.

“Victorian and Gothic Palermo” è nato tre anni fa con l’intento di risvegliare l’interesse e il gusto per la moda dell’Ottocento, e insieme per valorizzare anche tutti gli stili moderni che hanno tratto ispirazione dal passato. Così raccoglie al suo interno le diverse sotto-tendenze del medieval fantasy, del gothic e dello steampunk, rappresentando un trait d’union tra la tradizione della rievocazione storica e gli stili che appassionano anche i più giovani. Promotore, in questi anni, di picnic a tema vittoriano, il gruppo si costituirà nel 2014 in associazione. Il ballo a Palazzo Asmundo (occasione che d’ora in poi diventerà annuale) è stato il primo risultato ufficiale di quello che la passione degli organizzatori Thelma Aterno, Chiara Sparacino e Michela Polimeno, e degli appassionati è riuscito a creare a Palermo. Una dimostrazione d’amore di tanti giovani che hanno interpretato l’evento come un’occasione per recuperare le tradizioni e la storia (europea, ma anche siciliana), per esprimere la propria creatività, ma anche la voglia di socializzare in un modo certamente molto diverso da quello in voga nel nostro tempo, ma che forse può ancora insegnarci qualcosa.

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(Foto di Piero Gennaro)