sardegna perquisizioni consiglieri regionali

Sono 19 i consiglieri regionali perquisiti questa mattina nell’ambito dell’inchiesta bis della Procura di Cagliari sui fondi ai gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. Gli agenti si sono recati all’alba nelle loro abitazioni e nelle segreterie politiche. L’indagine, condotta da carabinieri e guardia di finanza coordinati dal pm Marco Cocco, lo scorso 6 novembre ha condotto agli arresti dei consiglieri in carica Mario Diana, ex capogruppo del Pdl, e Carlo Sanjust, ex Pdl, al quale venerdì scorso sono stati concessi i domiciliari. In manette e oggi ai domiciliari anche l’imprenditore Riccardo Cogoni.

Un nuovo filone dell’inchiesta della Procura di Cagliari che investe molti degli esponenti più importanti della politica sarda (guarda la lista con tutti i nomi). Il blitz ha riguardato anche gli assessori in carica all’Ambiente Andrea Biancareddu (Udc) e alla Cultura Sergio Milia (Udc).

Molti di loro sono nomi nuovi nell’indagine della procura di Cagliari che, quindi, continua ad estendersi. Per tutti l’accusa è di peculato e nuovi avvisi di garanzia sono in arrivo. Il pubblico ministero Marco Cocco contesta la spesa di denaro destinato al gruppo politico di appartenenza per scopi incompatibili con la legge. Si parla di viaggi, spese voluttuarie, acquisti del tutto slegati dall’attività politico-istituzionale. Oltre a documenti e ricevute, carabinieri e guardia di finanza infatti stanno cercando anche penne Montblanc e quadri. Stando a quanto emerso, gli inquirenti avrebbero già sequestrato un computer che conteneva documentazione.

Il leader dell’Udc, Giorgio Oppi, politico di primo piano nel panorama isolano, è già sotto accusa nell’ambito di un’altra indagine – del tutto slegata da quella sui fondi ai gruppi – per fatti che risalgono al 2011, quando era assessore all’Ambiente della Regione. Accusato di truffa e falso, per gli inquirenti Oppi si sarebbe fatto rimborsare dalle casse regionali alcune delle spese sostenute per partecipare a un convegno dell’Udc a Chianciano Terme (Siena), presentandolo come costi di trasferta istituzionale.

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