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“Una Finanziaria che esclude e penalizza il mondo produttivo. La bozza approvata dalla Giunta regionale è priva di qualsiasi strumento di rilancio del tessuto economico siciliano, ormai in ginocchio”. Non piace alle Associazioni di imprese del Tavolo regionale permanente per la crescita e lo sviluppo (Agci, Casartigiani, Claai, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Confesecenti, Confindustria, Legacoop) il testo del disegno di legge proposto dal Governo.

“Non è certamente il testo che ci aspettavamo – dice Filippo Ribisi, coordinatore del Tavolo – poiché contiene numerosi segnali in controtendenza rispetto ai gravissimi problemi del sistema produttivo dell’Isola. Sono diversi i punti che ci preoccupano e per i quali chiediamo al Governo e al Parlamento di compiere scelte in grado di rispondere alle esigenze delle imprese che oggi sopravvivono a fatica”.

“È giusto pensare ai precari – commenta Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia – ma è una miopia non puntare sul rilancio delle piccole e medie imprese. Ricordiamoci che quando una impresa muore, porta con sé know how e lavoratori, oltre a cancellare un pezzo di storia del tessuto economico dell’Isola. E su questo non possiamo transigere”.

“Siamo – ammonisce Elio Sanfilippo, presidente di Legacoop – contrari nel modo più assoluto alla possibilità di reiterare il modello di una ‘Regione imprenditrice’, che già nel passato si è rivelato fallimentare e di cui ancora oggi paghiamo le spese”.

Le Associazioni chiedono alla Regione innanzitutto di farsi promotrice verso il governo nazionale della richiesta di deroga al Patto di Stabilità per tutti gli investimenti cofinanziati con i Fondi strutturali.