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Mario Niceta, 71 anni, uno dei più noti imprenditori palermitani, operante nel settore dell’abbigliamento, è morto oggi colpito da un infarto. Niceta ha legato le sue fortune al marchio omonimo, creato inizialmente dai fratelli Onofrio e Piero, e successivamente portato avanti da lui. Da tempo alcuni problemi di salute lo avevano costretto sulla sedia a rotelle e aveva lasciato spazio ai figli nella gestione del marchio di famiglia.

Dodici giorni fa un ciclone giudiziario si è abbattuto sulla famiglia con il sequestro al suo patrimonio personale e a quello dei figli Massimo, Pietro e Olimpia. Un patrimonio da 50 milioni di euro che comprende le società che gestiscono una serie di negozi a Palermo (in via Roma, Corso Camillo Finocchiaro Aprile, viale Strasburgo e via Ruggero Settimo con il marchio Olimpia) e a Trapani (Blue Spirit e Niceta. Oggi all’interno del centro commerciale Belicittà di Castelvetrano).

L’accusa pendente sulla famiglia era quella di contiguità, sin dagli anni ’80, con i fratelli Giuseppe e Filippo Guttadauro (quest’ultimo cognato di Matteo Messina Denaro, per averne sposato la sorella Rosalia), con i quali avrebbe condiviso interessi economici e l’espansione delle attività nel Palermitano e nel Trapanese.