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Venerdì prossimo una delegazione del Csm si recherà a Palermo per manifestare la solidarietà nei confronti dei magistrati della Procura oggetto di ”gravi intimidazioni” e per individuare ”i concreti interventi” da realizzare per ”favorire un sereno ed efficiente esercizio della giurisdizione in quel territorio”. Lo ha deciso stamani il Plenum del Csm accogliendo la proposta del Comitato di presidenza.

A sollecitare l’intervento di Palazzo dei Marescialli erano stati in precedenza i consiglieri di Magistratura Indipendente e il togato di Unicost Mariano Sciacca. La rappresentanza del Consiglio Superiore sarà composta dal vicepresidente Michele Vietti e dai consiglieri Pina Casella, Alberto Liguori, Antonello Racanelli, Bartolomeo Romano, Roberto Rossi, Mariano Sciacca e Tommaso Virga. Ci saranno incontri con i capi degli uffici giudiziari di Palermo e in particolare con i presidenti di tribunale e corte d’Appello, con il Pg e con il procuratore; la delegazione del Csm ascolterà inoltre il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati e i rappresentanti locali dell’Anm.

Proprio per venerdì nel capoluogo siciliano è prevista una manifestazione a cui aderiscono decine di associazioni e sigle, dalle Agende Rosse, al Comitato 23 maggio, da Addio Pizzo a Muovi Palermo, per solidarietà ai pm antimafia.

”C’è un clima che desta preoccupazione, allarme e necessità di attenzione da parte degli organi dello Stato, attenzione che è massima. Ma non credo che Cosa Nostra sia in questo momento nelle condizioni militari e organizzative per un attentato stragista come venti anni fa”. Lo ha detto Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, manifestando la sua solidarietà al pm di Palermo Nino Di Matteo oggetto di minacce. “Il clima è preoccupante e il pericolo è sempre in agguato – ha detto Roberti – ma l’ipotesi che Cosa Nostra oggi possa mette in atto un attentato di tipo stragista sul genere di quelli che hanno segnato i primi anni ’90 è piuttosto remota”.

”Il 41Bis va applicato bene – sottolinea Roberti alla Camera a margine della presentazione del rapporto della Dia – Non so quali siano – ha aggiunto Roberti – i progetti del ministro Alfano” che due giorni fa si è detto pronto a un inasprimento delle misure sul carcere duro per i mafiosi. ”Il 41Bis va applicato bene – ha ribadito Roberti – anche se non mi risultano casi in cui sia stato male applicato”.

“Ripetendo le parole di Falcone, ogni cosa ha un inizio e una fine, le latitanze sono sempre finite a favore dello Stato. Credo che anche in questo caso possiamo ottimisticamente sperare. Forse il 2014 porterà buone notizie”. Lo ha detto il direttore della Dia Arturo De Felice sulla possibile cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro.