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“È necessario uscire dall’isolamento politico e culturale in cui da anni vive il settore della pesca, definendo in maniera forte e chiara la nostra identità ma soprattutto difendendo la nostra identità dentro il Mar Mediterraneo”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, che ha partecipato stamane alla conferenza regionale degli operatori della pesca dal titolo “La pesca in Sicilia. Innovazione e sviluppo sostenibile per superare la crisi”, presso l’Arsenale Museo del Mare, a Palermo. “Si tratta – ha puntualizzato l’assessore – della prima conferenza regionale del settore ittico, fatto del tutto innovativo se si pensa che per l’agricoltura la prima conferenza risale al lontano 1979”.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di dare voce agli operatori del settore, in un momento di profonda crisi legato alla persistente debolezza delle piccole e medie imprese del settore, alle lungaggini burocratiche ed alla restrittiva regolamentazione comunitaria, al fine di raccogliere da parte degli stakeholders elementi utili per la definizione di una strategia di sviluppo del settore, in vista della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 e dell’Esposizione Universale di Milano 2015 in cui la Sicilia svolgerà il ruolo di capofila di tutti i Paesi del Mediterraneo. La pesca, come l’agricoltura – è emerso nel corso del conferenza – fa parte del settore primario, ed alla pesca, come all’agricoltura, non mancano le identità, basti pensare alla Tonnara di Favignana ed ai grandi quantitativi di tonno che si pescavano, per far si che i nostri consumatori, possano nuovamente appassionarsi e riscoprire il valore del pesce proveniente dai nostri mari piuttosto che dei gamberoni provenienti dal Perù o dal Sudafrica. È necessario quindi, è stato osservato, partire dal valore e dall’innovazione passando per le filiere corte.

“Perchétutto ciò si realizzi – ha aggiunto Cartabellotta – abbiamo pensato ad una serie di regimi di aiuto, nonché alla creazione di un fondo unico per il credito all’agricoltura ed alla pesca, che tramite l’Irfis possa inserire il mondo della pesca nelle logiche finanziarie e restituire dignità ad un settore di fondamentale importanza per la nostra economia”.